I mass-media, e la TV in particolare, hanno profondamente modificato le abitudini, il modo di passare il tempo libero e le modalità educative e relazionali all’interno della famiglia.
Numerose ricerche evidenziano l’alto numero di ore passate dai bambini
in età prescolare a guardare la televisione. Secondo l'Eurispes (ricerca: “la
vita dei bambini nel 2005”) la televisione è seguita da 1 a 3 ore al
giorno per il 32,6% dei bambini, mentre il 7,6% del campione afferma di guardare
la Tv ogni giorno dalle 3 alle 5 ore ed un preoccupante 8,4% afferma di
guardarla addirittura per più di 5 ore.
Le motivazioni che spingono i bambini a guardare la televisione sono
completamente diverse dalle motivazioni che spingono gli adulti. Questi ultimi
cercano uno svago, una distrazione; i bambini invece guardano la televisione per
capire il mondo che li circonda, spinti dalla curiosità.
E’ preoccupante vedere un bambino per tutto questo tempo davanti alla
televisione o Internet dopo essere stato seduto a scuola per almeno cinque ore.
Un bambino di 7/8 anni possiede una sua capacità esplorativa ed una manualità
spiccate; esse sono le sue competenze più importanti che ha bisogno di
esercitare. La progressione per tappe e il sistema delle specialità utilizzati
dal Metodo educativo scout, forniscono una valida risposta a questa esigenza.
E cosa guardano i bambini in Tv? Di tutto, compresi programmi con alto
contenuto di immagini oscene e violente.
Il bambino può arrivare a confondere la violenza vera con quella televisiva,
a identificarsi in personaggi violenti e a considerare l'aggressività come il
modo migliore per gestire le situazioni in cui viene a trovarsi in difficoltà;
spesso si trova davanti a messaggi che, anziché rafforzare i valori e sviluppare
le capacità critiche, possono incrementare atteggiamenti distruttivi per se
stesso e per gli altri.
La televisione diffonde valori e modelli di comportamento falsati e
degradanti; inculcando il relativismo morale e lo scetticismo religioso;
diffondendo resoconti distorti o informazioni manipolate sui fatti ed i problemi
di attualità; esaltando false visioni della vita che ostacolano l'attuazione del
reciproco rispetto.
Una indagine scientifica su un campione rappresentativo di programmi andati
in onda durante la stagione televisiva 2001-2002, ha stabilito che il 64% di
tutti i programmi televisivi contengono riferimenti più o meno espliciti al
sesso. Inoltre, un programma televisivo su sette (14%) include la descrizione di
un rapporto sessuale (1). Questa alta esposizione dei giovanissimi al sesso
può incidere sulle convinzioni degli adolescenti in materia di morale, fornendo
una visione secolarizzata della sessualità e dell’amore.
In occasione della 28a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali,
Gionanni Paolo II ha sottolineato “le responsabilità dei genitori, degli uomini
e delle donne dell'industria televisiva, le responsabilità delle pubbliche
autorità e di coloro che adempiono ai loro doveri pastorali e educativi
all'interno della Chiesa. Nelle loro mani sta il potere di rendere la
televisione un mezzo sempre più efficace per aiutare le famiglie a svolgere il
proprio ruolo che è quello di costituire una forza di rinnovamento morale e
sociale” (24.01.1994).
La televisione di oggi agisce in congiunzione con gli altri media: si trova
in Internet attraverso i siti che si ispirano ai più noti programmi televisivi,
in edicola, nei negozi di giocattoli e nei supermercati attraverso una immensa
rete di merchandising che comprende ogni tipo di prodotto, dallo zainetto per la
scuola, ai videogiochi, all’abbigliamento. In tutto questo, i bambini e
gli adolescenti rappresentano oggi una vasta e redditizia fascia commerciale
caratterizzata da un potere d’acquisto diversificato.
La televisione non deve comunque essere considerata dannosa in senso
assoluto. Bisogna imparare a trarre da essa quanto c’è di positivo, scartando,
per quanto possibile, quanto c’è di dannoso.
Da qualche tempo si vedono buoni ed interessanti programmi, rispettosi della
sensibilità dei più piccoli. Peraltro, molti di questi evocano quel mondo
fantastico e colorato che da sempre costituisce una delle caratteristiche
peculiari del Metodo scout delle branche Coccinelle e Lupetti.
Il percorso educativo di Branca Lupetti e Coccinelle proietta i bambini in un
mondo a loro misura, dove essi stessi sperimentano in prima persona l’avventura
della Giungla e del Bosco. La vita in Riparto prima e al Clan/Fuoco poi,
completano questo iter. La vita all’aria aperta, le serate intorno
al fuoco di bivacco, l’avventura, la sana competizione, sono elementi in grado
di emozionare il ragazzo e di renderlo attore principale della propria vita e
della propria educazione, al di fuori dei modelli “usa e getta” forniti dal
piccolo schermo.
Nota: Vincenzo Neto - Cammino n.42 I trimestre 2006
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