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Con i giovani e le famiglie verso una società migliore

L’otto dicembre del 1990 a Palermo, durante la processione cittadina dell’Immacolata, facevano la loro prima apparizione “le Guide e gli Scouts San Benedetto”. Solo il giorno prima, alcuni di loro si erano presentati dal notaio per l’atto costitutivo, mentre già il nove dicembre, durante la prima assemblea generale, l’associazione si consacrava all’Immacolata.

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  Società: Attenti ... ai pollici
Postato il Domenica, 12 marzo @ 07:22:00 CET di vice
 
 
  Mondo d'oggi I mass-media, e la TV in particolare, hanno profondamente modificato le abitudini, il modo di passare il tempo libero e le modalità educative e relazionali all’interno della famiglia.

Numerose ricerche evidenziano l’alto numero  di ore passate dai bambini in età prescolare a guardare la televisione.
Secondo l'Eurispes (ricerca: “la vita dei bambini nel 2005”)  la televisione è seguita da 1 a 3 ore al giorno per il 32,6% dei bambini, mentre il 7,6% del campione afferma di guardare la Tv ogni giorno dalle 3 alle 5 ore ed un preoccupante 8,4% afferma di guardarla addirittura per più di 5 ore.

Le motivazioni che spingono i bambini a guardare la televisione sono completamente diverse dalle motivazioni che spingono gli adulti. Questi ultimi cercano uno svago, una distrazione; i bambini invece guardano la televisione per capire il mondo che li circonda, spinti dalla curiosità.

E’ preoccupante vedere un bambino per tutto questo tempo davanti alla televisione o Internet dopo essere stato seduto a scuola per almeno cinque ore. Un bambino di 7/8 anni possiede una sua capacità esplorativa ed una manualità spiccate; esse sono le sue competenze più importanti che ha bisogno di esercitare. La progressione per tappe e il sistema delle specialità utilizzati dal Metodo educativo scout, forniscono una valida risposta a questa esigenza.

E cosa guardano i bambini in Tv? Di tutto, compresi programmi con alto contenuto di  immagini oscene e violente.

Il bambino può arrivare a confondere la violenza vera con quella televisiva, a identificarsi in personaggi violenti e a considerare l'aggressività come il modo migliore per gestire le situazioni in cui viene a trovarsi in difficoltà; spesso si trova davanti a messaggi che, anziché rafforzare i valori e sviluppare le capacità critiche, possono incrementare atteggiamenti distruttivi per se stesso e per gli altri.

La televisione diffonde valori e modelli di comportamento falsati e degradanti; inculcando il relativismo morale e lo scetticismo religioso; diffondendo resoconti distorti o informazioni manipolate sui fatti ed i problemi di attualità; esaltando false visioni della vita che ostacolano l'attuazione del reciproco rispetto.

Una indagine scientifica su un campione rappresentativo di programmi andati in onda durante la stagione televisiva 2001-2002, ha stabilito che il 64% di tutti i programmi televisivi contengono riferimenti più o meno espliciti al sesso. Inoltre, un programma televisivo su sette (14%) include la descrizione di un rapporto sessuale (1).
Questa alta esposizione dei giovanissimi al sesso può incidere sulle convinzioni degli adolescenti in materia di morale, fornendo una visione secolarizzata della sessualità e dell’amore.

In occasione della 28a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Gionanni Paolo II ha sottolineato “le responsabilità dei genitori, degli uomini e delle donne dell'industria televisiva, le responsabilità delle pubbliche autorità e di coloro che adempiono ai loro doveri pastorali e educativi all'interno della Chiesa. Nelle loro mani sta il potere di rendere la televisione un mezzo sempre più efficace per aiutare le famiglie a svolgere il proprio ruolo che è quello di costituire una forza di rinnovamento morale e sociale” (24.01.1994).

La televisione di oggi agisce in congiunzione con gli altri media: si trova in Internet attraverso i siti che si ispirano ai più noti programmi televisivi, in edicola, nei negozi di giocattoli e nei supermercati attraverso una immensa rete di merchandising che comprende ogni tipo di prodotto, dallo zainetto per la scuola, ai videogiochi, all’abbigliamento.  In tutto questo, i bambini e gli adolescenti rappresentano oggi una vasta e redditizia fascia commerciale caratterizzata da un potere d’acquisto diversificato.

La televisione non deve comunque essere  considerata dannosa in senso assoluto. Bisogna imparare a trarre da essa quanto c’è di positivo, scartando, per quanto possibile, quanto c’è di dannoso.

Da qualche tempo si vedono buoni ed interessanti programmi, rispettosi della sensibilità dei più piccoli. Peraltro, molti di questi evocano quel mondo fantastico e colorato che da sempre costituisce una delle caratteristiche peculiari del Metodo scout delle branche Coccinelle e Lupetti.

Il percorso educativo di Branca Lupetti e Coccinelle proietta i bambini in un mondo a loro misura, dove essi stessi sperimentano in prima persona l’avventura della Giungla e del Bosco. La vita in Riparto prima e al Clan/Fuoco poi, completano questo iter.
 
La vita all’aria aperta, le serate intorno al fuoco di bivacco, l’avventura, la sana competizione, sono elementi in grado di emozionare il ragazzo e di renderlo attore principale della propria vita e della propria educazione, al di fuori dei modelli “usa e getta” forniti dal piccolo schermo.



Nota:

Vincenzo Neto - Cammino n.42 I trimestre 2006

 
 
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