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Personaggi/Santi: PIO XII
Postato il Martedì, 09 dicembre @ 17:32:34 CET di vice |
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Quando si parla o si scrive sulla Chiesa degli anni ’50, senza dubbio la mente va a ritroso per chi c’era e questi si ricorda del cattolicesimo fervente di quegli anni. La fede era vissuta intensamente. Gli uomini non avevano paura di manifestarla, come avviene spesse volte oggi, quando si è vinti dal “pensiero debole” dominante, che ci conduce al relativismo scambiandolo per vera libertà. Quegli anni erano caratterizzati dalla ieratica figura di Pio XII.
Ricordo quando il mio compagno di banco, tornando da un viaggio a Roma, mi regalò un santino del Papa (che ancora conservo). Erano altri tempi. La giornata a scuola era scandita dalle preghiere: la preghiera del mattino (oggi in disuso), l’Ave e il Pater. Si praticavano gli esercizi spirituali per la Santa Pasqua nella chiesa più vicina, a maggio si effettuava la recita della Supplica alla Madonna di Pompei. A Natale si faceva il presepe in uno scaffale dell’armadio della biblioteca della classe, ognuno portava una statuetta.
La televisione era agli albori, ma radio e giornali (i settimanali per famiglie erano tantissimi e più di oggi) riportavano le notizie riguardanti il Papa.
Rammento i giorni della malattia e dei funerali di Pio XII. La gente pregava e piangeva sia nelle case che nelle chiese, sempre aperte nell’arco della giornata e piene di fedeli per tutte le cerimonie.
Eugenio Pacelli nacque il 2/3/1876 a Roma. Da giovane il suo fisico sembrava gracile, ciò non gli impedì di praticare con successo tanti sport, dal canottaggio al nuoto e l’equitazione. Nel 1899 venne ordinato sacerdote. Nel 1904 è nominato segretario della Commissione per la codificazione del diritto canonico. Nel 1911 Sottosegretario della Congregazione degli affari straordinari presso la segreteria di stato e poi Segretario. Nel 1917 divenne Nunzio apostolico a Monaco di Baviera per 12 anni. Il 13 maggio, giorno dell’apparizione a Fatima, fu consacrato Vescovo ed elevato alla dignità di Arcivescovo.
Nel febbraio del ’19 a Monaco iniziava la rivoluzione comunista. Gli spartachisti presero il potere. Vennero chiuse scuole, confiscate case e proprietà. Si impose la censura. Si vietò il cibo ai “borghesi” e si requisì tutto. Il clero venne perseguitato. La Nunziatura, dove risiedeva il futuro papa, subì degli attacchi. Quello del 30/4/1919 fu il più oltraggioso. Una guardia rossa, penetrata all’interno dell’edificio con un manipolo di rivoluzionari, puntò una pistola alla tempia di Eugenio Pacelli. Ma grazie al pronto intervento dell’addetto militare italiano, F. De Luca, tutto finì bene.
Nel 1929 venne creato Cardinale, l’anno successivo divenne Segretario di Stato.
Pio XII nell’arco della sua vita fece tanti viaggi. Tre a Londra agli albori del secolo. Nel 1915 a Vienna. Nel 1918 perse i suoi genitori e la sua salute si indebolì. Quindi si recò in un convento svizzero per curarsi. Nel 1934, come legato pontificio, presiedette il Congresso Eucaristico internazionale. Nel 1936 si recò in U.S.A. per studiare la Chiesa americana. Nel 1937 in Francia per la consacrazione della Basilica di Lisieux e l’anno successivo a Budapest per il Congresso Eucaristico.
Il 2/3/1939 alla terza votazione, il Conclave durò un solo giorno, venne eletto Papa. Da quel momento il suo magistero subì la tempesta della guerra mondiale. Egli si prodigò tanto per evitarla, ma non venne ascoltato. Annunciava: “La Chiesa detesta la guerra e i suoi orrori e difende la pace interna tra le classi sociali, la pace fra tutti i membri della grande famiglia umana”.
Pio XII con il suo carisma iniziò ad infiammare e conquistare i fedeli. I suoi atteggiamenti erano solenni e maestosi. Le sue opere furono efficienti ed efficaci. Si pensi che il Vaticano, allo scoppio della guerra, accolse 1/3 dei beni mobili dello stato italiano. Questi vennero salvati da sicura distruzione.
Di poi diede luogo alla Pontificia Opera di Assistenza, dotata di un ufficio informazioni, che dava assistenza ai prigionieri, ai perseguitati e agli esuli. Questa sezione dell’Archivio Vaticano raccoglie 10 milioni di richieste (lettere di familiari dei dispersi in guerra). Supervisore dell’Ufficio era il futuro Paolo VI. Fra le varie richieste si conserva quella di P.P. Pasolini che cercava suo padre.
Benedetto XVI ha affermato che Pio XII è stata “una figura di grande spessore storico teologico… Il suo magistero si qualifica infatti per la vasta e benefica ampiezza, come anche per la sua eccezionale qualità, così che può ben dirsi che esso costituisce una preziosa eredità di cui la Chiesa ha fatto e continua a fare tesoro”. Tutte le sue 41 Encicliche, i discorsi e allocuzioni sono raccolti in 20 grandi volumi.
Nel 1955 il Presidente della Repubblica G. Gronchi, durante una visita al Papa, si lascerà fotografare mentre si inginocchia davanti al Vicario di Cristo, scoppierà una polemica laicista.
Pio XII capì l’importanza dei mass media, così rinnovò l’impianto di Radio Vaticana. Con la “Miranda Prorsus” dell’ 8.9.1957 intervenne sulle tecniche di comunicazione per la diffusione dell’informazione. Questa sottolineava il dovere dei giornalisti di fornire informazioni veritiere e rispettose delle norme morali. La problematica verrà ripresa dalla “Inter Mirifica”.
La prima enciclica di Pio XII è la “Summi Pontificatus” del 20.10.39, con la quale indica il programma del pontificato condannando la statolatria. Nella “Mystici Corporis” del 29/6/43 parla dell’unione ontologica con Cristo. Segue la “Munificentissimus Deus” con la quale, ex cathedra, proclama il dogma dell’Assunzione Corporale di Maria Vergine al cielo. Nel 1946 diede nuovi statuti all’Azione Cattolica, mitica e gloriosa organizzazione in quegli anni, che operava nel sociale. Nello stesso anno convalidò solennemente le apparizioni a Fatima e poi quelle della Madonna delle lacrime a Siracusa.
Nel 1950 indisse il giubileo. Nel 1954 l’Anno Mariano segnerà un punto di riferimento nel disorientamento ideologico alimentato dal materialismo ateo, l’edonismo della civiltà dei consumi, che di fatto costituiscono la negazione dei valori cristiani.
Nel radio messaggio del Natale ’42 si può riassumere il suo programma di contrasto al comunismo. “...bisogna esser risoluti contro l’errore, sa pure che si vuol essere pieni di riguardo verso gli erranti… (i concetti errore/errante nascono con la Patristica e ripresi dal suo predecessore Pio XI). Il primo luglio del ’49 promulga il Decreto del Sant’Uffizio contro il comunismo. Nel ’50 con la “Sumni Maeroris” si indicano le difficoltà dei cristiani in Corea. Nel ‘52 segue la “Orientales Ecclesias” contro le persecuzioni dei cristiani in Bulgaria, Romania ed Ucraina. Con due altri documenti del ’52 e del ’58 si condannano le persecuzioni dei cattolici in Cina. Altri due documenti del ’56 esaltano la libertà e la controrivoluzione in Ungheria.
Pio XII contrastò tantissimo contro il nazional-socialismo contrariamente alla vulgata moderna. Le sue proteste apparvero con gli articoli su “L’Osservatore”. Nel ’37 Pio XI condannò il paganesimo tedesco con la “Mit brennender Sorge”. Il futuro papa modificò il testo di questa enciclica stilata dal card. Faulhaber, aggravandone i toni e sottolineando tutte le violazioni del concordato. Essa venne letta in tutte le chiese, dopo essere stata introdotta in modo clandestino. All’azione partecipò anche il gesuita P.Gumpel, che ora segue la causa di beatificazione del papa.
Il S. Uffizio condannò le leggi anticristiane introdotte nel Reich: l’eutanasia nel ’40 e la sterilizzazione per alcuni tipi di ammalati nel ’41. I cattolici subirono numerose vessazioni. I protestanti passarono sotto la protezione del regime. Nel dopoguerra si aprì una polemica che dipingeva Pio XII arrendevole e silenzioso. La polemica era frutto di una congiura ordita da N. Krusciov. L’operazione prese il nome di “Posizione 12”. Tutto per screditare moralmente il papa, facendolo apparire un simpatizzante della Germania. (Egli non riconobbe mai la divisione di questo stato).
L’apice dell’attacco si raggiunse con la rappresentazione dell’opera teatrale “Il Vicario” e molti anni dopo del film “Amen”. La testimonianza della congiura ci è pervenuta grazie al generale J.M.Pacepa, ex capo dei servizi segreti rumeni fra gli anni ’57-60 in Germania e dal ’72 al 78 presiedette i servizi centrali di quel paese. Nel 1978 scappò in USA. Le prove vennero rese pubbliche su “Orizzonti
Rossi”.
Oggi la critica più accesa nasce da ambienti minoritari del progressismo ebraico ashkenazita in Israele. Ma la polemica è morta sul nascere, poiché le testimonianze storiche ed oggettive sono tutte a favore del Santo Padre. Da P. Mieli sul Corriere della Sera a tutti quegli ebrei giusti che lo hanno difeso. Dall’ex ministro G. Meir, da R. Kenpner magistrato, numero due della pubblica accusa a Norimberga. Dal rabbino di Romania Saffran allo scienziato Albert Einstein. L’ex console d’Israele a Milano E. Lapide, nella sua prestigiosa opera “Tre Papi e gli ebrei” ricorda che Pio XII salvò 860.000 ebrei da sicura morte. Tutti trovarono rifugio e riparo in Vaticano, nei monasteri e nelle abbazie sparse per il mondo. L’elenco potrebbe continuare ma lo spazio è minimo.
L’8 maggio 2007 i membri della Congregazione delle cause dei Santi hanno riconosciuto all’unanimità l’eroicità delle virtù di Pio XII. A presto saremo tutti a Roma per la beatificazione.
Nota: di Francesco Paolo Pasanisi
Cammino n. 53/54
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Punteggio Medio: 5 Voti: 40

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