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Maria modello e guida della Fede Stampa E-mail
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Categoria: ARTICOLI - CHIESA e FEDE
Inserito 12 Settembre 2015

Consacrati alla beatissima Vergine Maria Immacolata

mariaIl 7 dicembre del 1990 nasceva a Palermo l’Associazione Guide e Scouts San Benedetto, la cui prima apparizione pubblica avveniva l’8 dicembre del 1990, durante la processione per le vie del capoluogo siciliano, in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione, con l’intento di situare la nascente associazione sotto il sacro manto della beatissima Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra. Ed il 9 dicembre del 1990, durante la prima assemblea, l’Associazione, al fine di porre la sua opera evangelizzatrice nella continua tensione all’imitazione della nostra Madre, la Vergine Maria, ed in vista del trionfo del Suo Cuore Immacolato, veniva consacrata a Maria Immacolata, con formale atto, da recitare ogni anno nella domenica che precede l’8 dicembre, per vivere con, in e per mezzo della Santa Vergine tutti gli impegni assunti con il sacramento del battesimo.

Lo sfondo azzurro e le 12 stelle della nostra orifiamma richiamano questa particolare vocazione mariana dell’associazione.

L’Associazione Guide e Scouts San Benedetto, fin dalla sua nascita ha inteso abbeverarsi e formarsi alla scuola della beata Vergine Maria, presso la quale si sono formati e si sono modellati tutti i santi. La devozione a Maria SS.ma è via che ci permette di giungere ad una più perfetta somiglianza con Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. San Luigi Grignion da Montfort, nel suo Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, adopera l’esempio di uno scultore che deve produrre una statua in base ad un modello. Il modello è Gesù e noi siamo quella statua.

Per fare una statua vi sono due modi differenti di procedere. Il primo consiste nell’usare il martello e lo scalpello lavorando su di una pietra grezza. In questo caso il lavoro è lungo e difficile. Basta un colpo sbagliato e l’opera è rovinata. Vi è un secondo modo, molto più facile e rapido: si tratta solo di avere uno stampo; avendolo, basta gettarvi dentro del metallo fuso, per avere lo stesso lavoro nel modo più facile e rapido. Se lo stampo è perfetto, la statua che ne risulterà sarà perfetta. Ebbene, volere scolpire la statua a colpi di martello e di scalpello è come volere raggiungere la conformità a Gesù Cristo senza la devozione alla Madonna: il lavoro è lungo e doloroso.
Se, invece, si adopera lo “stampo” ciò equivale a raggiungere la perfetta cristificazione per mezzo della consacrazione alla Vergine Santa. San Luigi afferma, riprendendo sant’Agostino, che la Madonna è “forma Dei, stampo di Dio: stampo adatto a formare e modellare degli dei. Chi è gettato in questo stampo divino, viene presto formato e modellato in Gesù Cristo, e Gesù Cristo in lui. Con poca spesa ed in breve tempo diviene dio, perché è gettato nello stesso stampo dalla quale uscì formato un Dio” (Trattato Vera Devozione 219). La grande differenza tra i due modi di procedere è che nel primo caso, quello del martello e dello scalpello, siamo noi ad agire e a lavorare su noi stessi e sugli altri per ottenere una certa somiglianza con Gesù; mentre nel secondo caso è la Madonna stessa che agisce in noi e ci modella, rendendoci perfetta immagine del Suo Divino Figlio.

Dio stesso ha scelto Maria per tesoriera, economa e dispensatrice di tutte le grazie e doni, in modo che passino per le mani di Lei, e come dice san Bernardino da Siena: “Ella dà a chi vuole, come vuole, quando vuole e nella misura che vuole, le grazie dell’Eterno Padre, le virtù di Gesù Cristo ed i doni dello Spirito Santo”. Chi vuole essere, dunque, membro vivo del Corpo Mistico di Gesù Cristo, che è la Santa Chiesa Cattolica, deve formarsi necessariamente alla scuola di Maria Immacolata.

Quindi, trovata Maria per mezzo di una vera devozione, scoprirà che, pur non essendo libero da croci e difficoltà, Ella ci otterrà la grazia di portarle con pazienza e perfino con gioia, in modo che le croci che Ella dà a quanti le appartengono siano croci “candite”, anziché croci amare.

La speranza che Ella ottenga a ciascun membro del nostro Movimento le grazie necessarie per realizzare la propria personale vocazione e l’universale missione dell’Associazione: portare Cristo a tutti, tramite il metodo educativo dello scautismo cattolico.

La beatissima Vergine Maria nella storia della salvezza

La devozione alla Madre del Signore Nostro Gesù Cristo è uno dei cardini del cristianesimo: dal giorno in cui il nostro Salvatore, Gesù Cristo, morente sulla croce, ci ha donato sua Madre come nostra Madre, il popolo cristiano non ha mai cessato di rivolgersi a Lei con quella venerazione e confidenza filiale che Le è dovuta.
L’arco della storia della salvezza è segnato dalla Sua immagine: la Vergine Maria è il capolavoro della creazione, l’aurora che annuncia il Sole che ci ha visitato dall’alto, l’immagine e la consolazione della Chiesa militante, lo splendore della Gerusalemme celeste che non avrà mai fine; Ella è presente nei punti cruciali della storia dell’umanità, sempre pronta a svolgere il ruolo assegnatole da Dio, accanto a Suo Figlio, accanto ai suoi figli.

L’Immacolata: il campione della fede

Elisabetta proclama che la Vergine Maria è beata perché “ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto” (Lc 1,45). L’Immacolata si è fidata di Lui e gli ha rimesso ogni scelta, sicura che la Sua volontà fosse sommamente giusta. La fede è l’assenso dell’intelletto, spinto dalla volontà, alla verità divina (cfr. Catechismo CC 155). Maria è il campione per eccellenza della fede. Anche per Lei il progetto di Dio è sorprendente e va sempre approfondito: diventare Madre sempre Vergine, Madre di Dio, il Redentore e Salvatore dell’umanità, Madre della Chiesa, Corredentrice e Mediatrice.

La Madonna, da sola, credette e accettò contro ogni evidenza sensibile. «Vedeva ella il suo Figlio nella stalla di Betlemme, e lo credeva il creatore del mondo. Lo vedeva fuggire da Erode, e non lasciava di credere ch’egli era il Re dei re. Lo vide nascere e lo credé eterno. Lo vide povero, bisognoso di cibo, e lo credé Signore dell’universo: posto sul fieno e lo credé Onnipotente. Osservò che non parlava, e credé ch’egli era la Sapienza infinita. Lo sentiva piangere, e credeva essere egli il gaudio del paradiso. Lo vide finalmente nella morte, vilipeso e crocifisso, ma benché negli altri vacillasse la fede, Maria stette sempre ferma nel credere ch’Egli era Dio». (S. Alfonso de’ Liguori, Glorie di Maria). E questo figlio l'ha concepito prima nella mente che nel grembo, mediante la fede! Insegnano i Padri: «Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l'obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva legò con la sua incredulità la vergine Maria sciolse con la fede». E ancora: «La morte per mezzo di Eva, la vita per mezzo di Maria».

Insegna Giovanni Paolo II (Redemptoris Mater, 17): “Se come «piena di grazia» ella è stata eternamente presente nel mistero di Cristo, mediante la fede ne divenne partecipe in tutta l'estensione del suo itinerario terreno: «avanzò nella peregrinazione della fede», ed al tempo stesso, in modo discreto ma diretto ed efficace, rendeva presente agli uomini il mistero di Cristo. E ancora continua a farlo. E mediante il mistero di Cristo anch'ella è presente tra gli uomini. Così mediante il mistero del Figlio si chiarisce anche il mistero della Madre”. Un simile campione non va solo ammirato, bensì imitato; esso diviene modello a cui uniformarsi.

La necessità della consacrazione e del dono totale di sé a Maria

Ci si uniforma a Maria, consacrandosi a Lei. “E noi vogliamo essere fino a quel punto dell’Immacolata che non soltanto non rimanga niente in noi che non sia di Essa, ma che diventiamo quasi annientati in Essa, cambiati in Essa, transustanziati in Essa… Essa è di Dio fino a diventare Sua madre e noi vogliamo diventare la madre che partorisca in tutti i cuori che sono e saranno l’Immacolata” (San Massimiliano Kolbe, SK 508).

Il ruolo di Maria SS.ma nella storia della salvezza, universale e particolare, è essenziale, in primo luogo, perché essa indica la meta, che è il Padre, da cui tutto procede e in cui tutto finisce. In secondo luogo, Maria è essenziale perché strettamente relazionata a Suo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, del quale è chiamata a realizzare le grandi opere e verso il quale è orientata tutta la devozione a Lei: lo scopo non è tanto quello di fare ammirare la Sua grandezza e la Sua santità, ma di fare imitare Gesù. In terzo luogo, Maria è l’“indissolubile Sposa” dello Spirito Santo che ha generato in Lei il Figlio. La consacrazione e l’affidamento a Maria SS.ma nasce, dunque, da questo suo essere, nel nascondimento e nell’umiltà completa, inizio e compimento del disegno di salvezza del mondo, Madre di Cristo e Mediatrice del Suo regno sulla terra.

Afferma san Luigi Maria Grignion da Montfort che non è Maria “il sole che abbaglia”; Lei è “la luna bella e dolce che riceve la sua luce dal sole divino e la rende conforme alla nostre capacità”. Maria, dunque, non è la luce, ma lo è Gesù Cristo. Ella, invero, nella sua vita mortale, è stata chiamata a restare in ombra, appunto perché tutti fossero attratti non da Lei ma da Suo Figlio. Maria - continua il santo - sarà conosciuta e rivelata negli ultimi tempi, quando sarà ancora una volta la via più efficace, breve e perfetta per andare a Gesù. Lo sarà per chiamare, animare e soccorrere, con misericordia, forza e grazia, quanti la seguiranno, combattendo Lei stessa per prima contro il serpente antico, il demonio, Satana, e le forze del male che si scateneranno per allontanare l’umanità da Lei e di conseguenza da Suo Figlio, ma che saranno irrimediabilmente sconfitte.
Il segno di riconoscimento della devozione a Maria, pertanto, sta nella misura in cui Ella conduce a conformarsi a Cristo. Il dono totale di sé a Maria altro non è che questo passaggio verso la perfetta consacrazione a Cristo, Nostro Redentore e Nostro Dio, e, di riflesso, anche verso il perfetto amore del prossimo. Chi è devoto di Maria, dunque, non può che essere un miglior discepolo di Gesù. Afferma, a tal proposito, san Luigi Maria Grignion da Montfort: “Gesù è venuto nel mondo per mezzo di Maria. Per mezzo di Maria deve regnare sul mondo”.

Immacolata e Metodo scout

Come cristiani e capi scout dell’Associazione Guide e Scouts San Benedetto vogliamo impegnarci ogni giorno di più a vivere con coerenza e fede il messaggio evangelico. La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Maria vive con gli occhi su Cristo e fa tesoro di ogni sua parola: «Serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19; cf 2,51). Per questo vogliamo alimentare la nostra devozione alla Santissima Vergine e fare quanto possibile per avvicinare al suo Cuore Immacolato i giovani che ci sono stati affidati.

Tale impegno, con il supporto dell’assistente, deve trovare concreta e adeguata realizzazione nell’applicazione del Metodo scout nelle varie branche, nei programmi di unità ed essere sostenuto dall’esempio personale del capo.
Il fine è quello di fare scoprire Cristo ai ragazzi attraverso sua Madre, attraverso “Colei che mostra la via”.

La Mamma del cielo

In prima branca, la figura di Maria viene spesso proposta assimilandola alla figura della mamma, il cui affetto, amorevolezza, bontà, sono ben noti a Lupetti e Coccinelle.
Per un bambino/a di 8-10 anni la mamma è colei che ti guida per mano attraverso le varie esperienze della vita; è colei che ti da consigli, ti protegge e aiuta nelle difficoltà di ogni giorno. L’accostamento quindi della figura materna a quello di Maria risulta particolarmente adatto per far germogliare, nel cuore dei fanciulli, quel seme che, se ben coltivato, potrà portare queste anime alla vera devozione mariana. Non a caso uno dei canti più importanti del branco è “Mamma del cielo”.

Ecco così che nella preghiera del lupetto la frase “Per farti piacere [o buon Gesù] io voglio, con l’aiuto di Maria nostra mamma del cielo, fare del mio meglio…” esprime un segno dell’affidamento a Lei come forza per dare il proprio meglio. Non di meno, il motto della coccinella è “Eccomi”, scelto proprio come rimando all’eccomi di Maria nel giorno dell’annunciazione e di tutti gli altri eccomi pronunciati nel suo cuore per seguire Gesù. La sua adesione totale alla volontà di Dio costituisce un sublime esempio di ubbidienza ed umiltà, verso cui, sin dalla più tenera età, la donna deve tendere. L’“Eccomi” esprime quella disponibilità con cui le bambine impareranno a vincere il loro egocentrismo.

Le prove della pista lupetti e dei sentieri della coccinella
Già dalle prime prove il lupetto e la coccinella sono chiamati ad imparare le principali preghiere del cristiano e, fra queste, senza dubbio vi è quella dell’Ave Maria.
Continuando, troviamo le prove relative alla conoscenza delle principali feste liturgiche ovvero di alcuni episodi della vita di Gesù. Infine, troviamo specificamente le prove di 2ª stella e di genziana: “conoscere qualche episodio della vita della Madonna” e “conoscere i misteri del Santo Rosario e saperlo recitare”.

Le prove appena viste sono chiaramente delle occasioni per proporre e far conoscere ai bambini, attraverso il racconto, la figura della Madonna. Così, attraverso il racconto delle nozze di Cana si potrà proporre l’intercessione di Maria, attraverso il racconto dell’infanzia di Gesù, la Fede della Madonna, attraverso la festa dell’Immacolata Concezione, il relativo dogma.

Il mese di Maggio
Tradizionalmente dedicato a Maria, il mese di maggio può essere sfruttato in branco e in cerchio per sviluppare i temi mariani. Tante idee possono essere sviluppate per coinvolgere i più piccoli, come impegni di buone azioni mensili, singole o di unità, oppure si possono organizzare dei momenti di preghiera adatti alla loro età, omaggi floreali o ancora la consegna di letterine che vengono poi bruciate affinché le varie “richieste” giungano fino al cielo.

La preghiera
Parlare di preghiera con i bambini non è certo facile, a questa età per la poca costanza negli impegni presi. Il rimedio a questa incostanza sta nel far acquisire buone abitudini. La recita dell’Angelus a mezzogiorno deve rappresentare un appuntamento fisso la domenica e nel corso delle uscite, ancor più alle vacanze di Branco e al Volo estivo. Anche almeno la recita di una decina del Santo Rosario, possono essere ottimi strumenti per “allenare” alla preghiera e alla conoscenza della Madonna. Restiamo comunque dell’idea che il vero modo per educare i bambini alla preghiera è vedere i propri capi che pregano.

Madonna degli scouts

Con il canto “Alla nostra Signora della Strada” (conosciuto come Madonna degli scouts), scritto durante la II guerra mondiale da mons. Andrea Ghetti (detto Baden) su musica di più antica tradizione, esploratori e guide si affidano a Maria prima di ogni attività.

Il sentiero e la traccia
Le varie tappe della progressione personale costituiscono una preziosa opportunità per accrescere la fede nei ragazzi e far conoscere loro la figura di Maria. A questo scopo è molto importante coinvolgere per qualche chiacchierata l’assistente spirituale o qualche religioso. Tali chiacchierate a tema mariano non devono però costituire un fatto occasionale, ma vanno inserite nel programma annuale di riparto in modo ben definito.

L’anno liturgico ci offre preziose occasioni per vivere in pieno le varie solennità mariane in modo da conoscere ed approfondire la figura di Maria sotto i diversi titoli nei quali è venerata. In alcuni casi può essere di stimolo incaricare qualche esploratore/guida di approfondire ed esporre in riparto o in squadriglia qualche episodio del Vangelo o un apparizione o festa mariana. A tale scopo occorre favorire e stimolare gli esploratori e le guide di 2ª classe all’acquisizione della “specialità celeste”.

E' importante che venga introdotta la conoscenza del miracolo delle “nozze di Cana” approfondendo così l'importante ruolo di mediazione della Santa Vergine. Già da adesso l'esploratore e la guida, nel cammino di formazione che li condurrà lungo le varie tappe, potranno riconoscere in Maria il modello di vita e l'esempio da seguire.

L’alta squadriglia è poi il luogo ideale dove avviare e sviluppare un percorso di maggiore approfondimento della figura di Maria.

Il Santo Rosario
Avvicinare anno dopo anno guide ed esploratori al Santo Rosario, introducendone nel programma di riparto la pratica e la spiegazione, consente di rafforzare la vera devozione a Maria Santissima e l’amore per Gesù dato che il rosario in se è una preghiera completa che sintetizza la storia della salvezza.

Le prove di 2ª e 1ª classe prevedono, tra l’altro, che l’esploratore e la guida acquisiscano una certa padronanza con la preghiera mariana per eccellenza: il Santo Rosario. A tale scopo è molto importante che si faccia comprendere ai ragazzi l’importanza della preghiera in generale e del Santo Rosario in particolare. Per farlo si possono, ad esempio, approfondire le tante esortazioni che la Madonna ha rivolto a noi suoi figli in occasione delle sue molteplici apparizioni.

Ogni occasione è buona per recitare con i ragazzi il Santo Rosario. Durante una marcia, la sera alla fine del fuoco di bivacco, durante il mese di maggio, comunitariamente ma anche singolarmente, poco a poco. L'impegno tangibile del ragazzo, come già ribadito in occasione della cerimonia della promessa, sarà quello di tenere sempre con se una piccola corona del rosario (arma da usare contro le insidie e le avversità) in modo da spronarlo e fare nascere in lui il desiderio della recita abituale.

Sede di Riparto/angolo di squadriglia
Si promuova come segno tangibile dell'amore filiale la presenza dell'Immacolata nella vita del riparto con statue o icone negli angoli di squadriglia ed in particolare ai campi, ove ne fosse possibile, impegnare i ragazzi nella costruzione di un edicola permanente.

Missioni di squadriglia
In occasione di particolari feste mariane o durante il mese di maggio, è bene impegnare le squadriglie in qualche missione alla scoperta di un santuario mariano, una particolare tradizione popolare mariana o un ordine religioso dedicato alla Madonna.


La Medaglia miracolosa
Bisogna incoraggiare la diffusione della medaglia miracolosa tra i nostri ragazzi/e già a partire dall’età esploratori/guide. Il tempo accrescerà la consapevolezza di quanto tale devozione sia importante e consona alla spiritualità della nostra associazione. Certamente bisognerà spiegarne la genesi e prepararli ad una adeguata ricezione di questo sacramentale con qualche attività su Santa Caterina Labourè e le apparizioni di rue Du Bac.

Regina della strada

La Vergine SS. è indispensabile ad ogni buon servizio. Nella visita ad Elisabetta è sintetizzata la Regina della strada che percorre circa 150 chilometri per andare a servire. Ma anche nell’Addolorata ai piedi della croce vediamo l’icona di un servizio ancora più grande: diventare madre di ogni persona e dell’umanità intera. Se il Signore la scelse come via perfetta per il suo più grande servizio all’umanità, la redenzione, non può esistere una via migliore di Lei per la salvezza nostra e del nostro prossimo. Come per mezzo di Lei la Grazia Divina discese dal cielo, così solo per mezzo di Lei le grazie discendono sulla terra.
La strada è la naturale palestra utilizzata dal clan e dal fuoco per vivere in pieno la spiritualità scout. Vivere questa spiritualità vuol dire assaporare ogni giorno l’esperienza della strada, accompagnati da Maria, pensando a Cristo che ha voluto presentarsi a noi anche come strada, unica vera via che porta al cielo: “Io sono la via, la verità, la vita”.

Il Santo Rosario
Va consolidata la pratica giornaliera e personale di tale esercizio, approfondendone storia e contenuti, e praticandolo in tutte le occasioni possibili, soprattutto durante la marcia. In tale condizione, agli obiettivi tradizionali si aggiungono quelli di mantenere serrate le fila e l’unità di marcia ed alleggerire l’effetto psicologico della stanchezza.

I primi 5 sabati del mese
La pratica dei primi 5 sabati del mese, da svolgere almeno comunitariamente, costituisce una buona occasione per approfondire con rovers e scolte l’importanza dell’Immacolata nel piano di salvezza di Dio.

L’Impegno
Con una libera scelta personale e dopo un adeguato periodo di formazione, rovers e scolte firmano la carta di Clan/Fuoco in cui sono fissati impegni concreti da portare avanti nella vita di tutti i giorni. Con la firma della carta di Clan/Fuoco, il rover e la scolta si impegnano personalmente e con atti concreti -e non solamente sul piano degli ideali- verso una più matura progressione non solo nel servizio ma anche in ambito spirituale, nell’approfondimento della propria fede, della preghiera, della vita sacramentale e della devozione a Maria Immacolata.

Lo Scapolare del Carmelo
Lo Scapolare è il segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale rendiamo manifesta la nostra consacrazione a Maria e i vincoli che ci legano a Lei.

“Chi indossa lo Scapolare -come affermò Pio X- […] deve sentirsi impegnato a una speciale dedizione alla Vergine, al suo culto e alla sua imitazione…”. E ancora, Pio XII sottolineò che “per tutti coloro che lo indossano lo Scapolare diventi memoriale della Madonna, specchio di umiltà e di castità, breviario di modestia e di semplicità, eloquente espressione simbolica della preghiera d'invocazione dell'aiuto divino”.

Giovanni Paolo II ricevette lo Scapolare del Carmelo all’età di 10 anni e lo portò per tutta la vita. In una lettera del 2001 inviata all’ordine dei carmelitani ebbe a scrivere: “Nel segno dello Scapolare si evidenzia una sintesi efficace di spiritualità mariana, che alimenta la devozione dei credenti, rendendoli sensibili alla presenza amorosa della vergine Madre nella loro vita”.

Proporre lo Scapolare del Carmelo a rovers e scolte è una maniera concreta per far comprendere loro che Maria è sempre presente nella vita di ciascuno ed è anche un segno di fede in Dio. E’ l’impegno a mettersi alla scuola di Maria per sforzarsi ad imitarla nella Virtù, nella preghiera ma anche negli atteggiamenti esteriori, e quindi nel modo di vestire, di comportarsi, di parlare. L’approfondimento di tale pratica devozionale deve essere inserita nei programmi di terza branca già a partire dagli anni di noviziato.

Totus Tuus

"Voglio essere tutto tuo, Maria!" è stato il motto del pontificato di Giovanni Paolo II, il quale così si rivolge ai giovani in occasione della XVIII giornata mondiale della gioventù: "Oggi è a voi che Cristo chiede espressamente di prendere Maria "nella vostra casa", di accoglierla "tra i vostri beni" per imparare da Lei, che «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19), la disposizione interiore all'ascolto e l'atteggiamento di umiltà e di generosità che la contraddistinsero come prima collaboratrice di Dio nell'opera della salvezza. E' Lei che, svolgendo il suo ministero materno, vi educa e vi modella fino a che Cristo non sia formato in voi pienamente (cfr Rosarium Virginis Mariae, 15).
Per questo ripeto anche oggi il motto del mio servizio episcopale e pontificale: «Totus tuus». Ho costantemente sperimentato nella mia vita la presenza amorevole ed efficace della Madre del Signore; Maria mi accompagna ogni giorno nel compimento della missione di Successore di Pietro. Maria è Madre della divina grazia, perché è Madre dell'Autore della grazia. Affidatevi a Lei con piena fiducia! Risplenderete della bellezza di Cristo. Aperti al soffio dello Spirito, diverrete apostoli intrepidi, capaci di diffondere intorno a voi il fuoco della carità e la luce della verità. Alla scuola di Maria, scoprirete l'impegno concreto che da voi Cristo s'attende, imparerete a mettere Lui al primo posto nella vostra vita, ad orientare a Lui i pensieri e le azioni”.

Quanto seminato in tutte le branche deve essere ricapitolato nella vita del Capo. In tutte le attività di formazione, individuali, di gruppo o associative, l’Immacolata va tenuta presente come esempio di:

1° OBBEDIENZA ovvero come ascolto intelligente, come corrispondenza totale alla volontà di Dio che si trasforma in abbandono filiale;

2° FEDE da approfondire con una maggiore conoscenza e meditazione della Sua vita terrena e della sua presenza nella vita della Chiesa;

3° SERVIZIO mediante il quale dare forza al nostro apostolato militante, imitandone le virtù e gli atteggiamenti;

E’ auspicabile, inoltre, che tutto quanto finora esposto venga riproposto in appositi momenti formativi per un approfondimento che impregni totalmente la persona. Ed esso non può che concludersi con la consacrazione all’Immacolata nello stile di San Massimiliano Kolbe, di cui abbiamo fatto nostro lo spirito di milite, al fine di “contrastare il processo di scristianizzazione più volte evidenziato dal Magistero della Chiesa” (art. 1 dello Statuto).

 

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