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Genitori: primi responsabili dell'educazione dei loro figli Stampa E-mail
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Categoria: ARTICOLI - GUIDA DA TE LA TUA CANOA
Inserito 10 Febbraio 2013

genitori1La famiglia ha un ruolo fondamentale nell’educazione dei figli poiché i genitori, primi e insostituibili educatori, svolgono questa loro “missione” educativa con amore, dedizione, impegno e generosità.
Nel contesto sociale odierno, molteplici sono gli ostacoli con cui si scontra l’azione educativa della famiglia, infatti, fino a poco tempo fa, l’educazione avveniva per osmosi all’interno di un contesto culturale omogeneo, dove i figli assimilavano quasi spontaneamente i valori di quel tessuto sociale. Oggi l’educazione si svolge in un contesto multi-culturale e multi-religioso, dove convivono molteplici modelli di vita, spesso in contrasto tra loro, e dove non è facile per i figli delineare un loro progetto di vita.
Di fronte ai contrastanti modelli di vita offerti dalla società, dai mass media, i genitori sono spesso smarriti e non sanno trasmettere con convinzione e con coerenza i valori in base ai quali i figli dovrebbero elaborare il loro progetto di vita.


L’attività educativa esige ascolto, comunicazione, dialogo, amore, tuttavia gli attuali ritmi del lavoro e le frequenti situazioni di crisi in cui vivono molte coppie ne limitano fortemente l’azione, generando un vero e proprio “vuoto educativo”.
Pertanto, in un siffatto contesto culturale variegato e in continua evoluzione, l’azione educativa richiede l’apporto convergente delle varie “agenzie educative”: famiglia, scuola, parrocchia, associazioni sportive, ricreative e culturali, ecc.;
Spesso questa sinergia non c’è e non viene neppure cercata; di qui la debolezza dell’azione educativa rivolta alle nuove generazioni, soprattutto agli adolescenti.
Quando i figli raggiungono l’età della preadolescenza e manifestano in maniera spesso provocatoria la loro voglia di autonomia, essi hanno più bisogno che mai di dialogo, di accompagnamento, di sostegno, di orientamento. Ma di fronte alle loro contestazioni, molti genitori si arrendono e rinunciano al loro compito educativo, con conseguenze drammatiche per i figli.


I genitori sono i primi educatori dei figli, il loro compito affonda le radici nella primordiale vocazione dei coniugi a generare nell'amore e per amore una nuova persona, che in sé ha la vocazione alla crescita ed allo sviluppo e, a ragione di essa, assumono il compito di aiutarla efficacemente a vivere una vita pienamente umana. Poiché hanno trasmesso la vita, hanno l'obbligo gravissimo di educare la prole e vanno pertanto considerati come i primi e principali educatori dei figli. Questa loro funzione non può essere supplita da altri attori, tocca infatti ai genitori creare in seno alla famiglia quell'atmosfera vivificata dall'amore che favorisce l'educazione completa dei figli in senso personale e sociale.
La famiglia è dunque la prima scuola di virtù sociali di cui appunto hanno bisogno tutte le società. L'elemento più radicale, tale da qualificare il compito educativo dei genitori, è l'amore paterno e materno, il quale trova nell'opera educativa il suo compimento nel rendere pieno e perfetto il servizio alla vita. L'amore dei genitori da sorgente diventa anima e pertanto norma, che ispira e guida tutta l'azione educativa concreta, arricchendola di quei valori di dolcezza, costanza, bontà, servizio, disinteresse, spirito di sacrificio, che sono il più prezioso frutto dell'amore.


I genitori devono educare i figli ai valori essenziali della vita, che non sono solo la giustizia e il rispetto della dignità personale di ciascuno, ma anche la sollecitudine sincera e il servizio disinteressato verso gli altri, in particolare verso i più poveri e bisognosi. La famiglia è la prima e fondamentale scuola di socialità: in quanto comunità di amore, essa trova nel dono di sé la legge che la guida e la fa crescere. Il dono di sé, che ispira l'amore dei coniugi tra di loro, si pone come modello e norma del dono di sé quale deve attuarsi nei rapporti tra fratelli e sorelle e tra le diverse generazioni che convivono nella famiglia.
E la comunione e la partecipazione quotidianamente vissuta nella casa, nei momenti di gioia e di difficoltà, rappresenta la più concreta ed efficace pedagogia dei figli nel più ampio orizzonte della società.

 

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Associazione Guide e Scouts San Benedetto - Cammino 70/71 - Autore: Giovanni Alisena 

 

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