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Costruiamo una nuova Camelot Stampa E-mail
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Categoria: ARTICOLI - GIOCARE il GIOCO
Inserito 28 Ottobre 2012

camelotE’ opinione diffusa che “scautismo” sia sinonimo di “vita all’aria aperta”. Baden-Powell nel concepire il suo metodo educativo intuì che la natura, opera mirabile del buon Dio per l’uomo, potesse essere un mezzo particolarmente efficace per la formazione dei giovani, l’ambiente idoneo a favorire il loro innato desiderio di giocare all’avventura. Soprattutto, forte della sua esperienza, sapeva che la natura con le sue difficoltà ma anche con le sue meraviglie, contribuiva e contribuisce sempre a formare la personalità, in un modo unico, agendo non soltanto sul piano fisico ma anche su quello psicologico e spirituale.
 
Ma se da un lato l’attività all’aperto (scout=fuori) è motivo centrale del metodo scout,  dall’altro quella  che si svolge durante l’anno non si può far passare in secondo piano quasi a considerarla un surrogato. Essa si realizza il più delle volte “al chiuso”,  in un luogo ben preciso che fa un po’ da base operativa, da punto di incontro e  che amiamo chiamare sede scout. E’ in essa che, oltretutto, i ragazzi/e si preparano per la grande avventura dei campi, si incontrano per ascoltare le chiacchierate dei fratelli/sorelle maggiori e fare comunità. Un luogo, dunque, particolarmente importante non solo per il suo aspetto  concreto, ma anche per il ruolo che essa esercita sulla formazione dei giovani: “l’antidoto contro un cattivo ambiente consiste, naturalmente, nel sostituirlo con uno buono ed il modo migliore di farlo è di utilizzare la sede di riparto e il campo scout. Per sede intendo non una grande aula scolastica prestata per l’occasione, in cui una volta alla settimana, si tiene mezz’ora di istruzione –che questo molto spesso sembra essere tutto lo scopo di chi si occupa di ragazzi– ma un posto che veramente i ragazzi sentano come proprio, anche se si tratta solo di una cantina o di una soffitta; un posto dove essi possono recarsi, se necessario, ogni sera, e trovare lavoro e divertimenti interessanti, molte e svariate attività ed un’atmosfera limpida e gioiosa. Se un Capo non può  organizzare che questo, avrà già fatto un lavoro magnifico, perchè avrà procurato ad alcuni dei suoi ragazzi un ambiente sano, che funzionerà come migliore antidoto contro il veleno che altrimenti potrebbe penetrare nella loro mente e nel loro carattere” (B.-P.).
 
Da queste brevi ma esaustive considerazioni ancora un volta emerge tutta la bontà del metodo scout, non concepito soltanto per “far vivere delle belle esperienze” dalle quali trarre poi eventuali insegnamenti, ma un metodo educativo che mira ad edificare l’uomo nella sua interezza sia nel corpo che nell’anima.
 
In virtù di questa “pedagogia della sede” mirabilmente sintetizzata da B.-P. nel Libro Dei Capi, noi della direzione del riparto Galahad abbiamo programmato quest’anno un ennesimo restyling della sede. Sappiamo quanto sia necessario di tanto in tanto proporre questa attività ai ragazzi/e che ha  anche come obiettivo immediato far sentire  l’angolo di squadriglia  proprio e non qualcosa di preconfezionato e dunque estraneo. Ci siamo prefissati di voler realizzare un ambiente funzionale ma anche bello dove potersi “incontrare e ritrovare”. In queste occasioni in genere si sceglie uno stile, un tema… che per noi del riparto Galahad è stato alquanto ovvio ma non scontato.
 
In seguito re Artù raccolse attorno a sè un gran numero di Cavalieri, con cui soleva sedere attorno a una tavola rotonda; vennero dunque chiamati «I Cavalieri della Tavola Rotonda» (…) tutti voi Capipattuglia ed Esploratori siete dunque come quei cavalieri e i loro uomini, soprattutto  se manterrete alto il vostro onore e se farete del vostro meglio per aiutare tutti quelli che hanno  bisogno di aiuto. Il vostro motto è “Siate Preparati”  ad agire sempre così e il motto dei Cavalieri non era diverso “Sii sempre pronto”. Dalle regole stabilite dagli antichi Cavalieri deriva l’attuale Legge Scout.” (cfr: B.-P. SpR Chiacchierata 20).
 
Con questa chiacchierata si è lanciata l’impresa all’Alta Squadriglia Leoni che ha raccolto con entusiasmo ed onore la possibile trasformazione del loro modesto angolo in una nuova Camelot!  Gabriele, C.Sq. delle Aquile così commentava: “La leggendaria fortezza di re Artù, patria della cavalleria, come poteva non ispirarci nel realizzare la nostra sede. A mio parere questa leggenda ha un profondo significato per noi scouts, ogni uomo o ragazzo che si avventura nel mondo è un cavaliere che cerca il proprio santo Graal. Noi siamo cavalieri in virtù della nostra promessa e della Legge…
 
camelot2Il “cantiere di lavoro” ha portato un po’ di disagio all’intero gruppo, in quanto i lavori sono andati oltre il previsto ma alla fine… l’impegno generoso e l’amore profuso è stato premiato. Durante i momenti conclusivi, nel sistemare l’arredamento, restavamo noi stessi meravigliati per quanto avevamo realizzato.
 
Questa esperienza sul piano tecnico ha fatto crescere un po’ tutti: smonta e rimonta, dipingi le pareti, modella il polistirolo per farne merli e torri, trasforma un comune pezzo di legno in un lampadario d’epoca, etc. Capi e ragazzi hanno avuto l’opportunità di far proprie alcune tecniche che si sono tramutate per alcuni in brevetti di specialità. 
 
All’inaugurazione avvenuta per la festa di San Giuseppe, l’alta squadriglia Leoni, insieme al resto del riparto, ha avuto il piacere e l’onore di ricevere la visita e i complimenti dei commissari e di alcuni capi che ebbero modo di iniziare il loro sentiero nel riparto Galahad. Questa impresa ci ha già dato tanto, ma ci aspettiamo ancora molto soprattutto per quanto concerne il fine che ci siamo proposti: “aver procurato ai nostri ragazzi un ambiente sano che serva da antidoto contro i veleni della strada e del mondo”.
 
Domenica 17 Giugno questo lo abbiamo esposto al Cardinale De Giorgi e a Don Lillo D’Ugo in visita alla nostra  parrocchia e a Camelot, i quali hanno pienamente condiviso.
Aspettiamo dunque anche te nella nostra piccola e bella Camelot “o prode Cavaliere, anche senza il tuo cavallo,  perché sai che non si può stare seduti ad aspettare…” per  “portare  al grande re Artù…-Nostro Signore Gesù Cristo- del regno le virtù!” (cfr. Lino: Cavaliere io sarò). 
 
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Associazione Guide e Scouts San Benedetto - Cammino 67/68 - Autore: Mimmo Pitarresi 

 

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