Associazione Guide e Scouts San Benedetto
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Volontariato e sicurezza Stampa E-mail
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Categoria: ARTICOLI - ITINERARI
Inserito 09 Ottobre 2012

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Il volontariato è un'attività libera e gratuita svolta per ragioni private e personali, che possono essere di solidarietà, di assistenza sociale e sanitaria, di giustizia sociale, di altruismo o di qualsiasi altra natura.

 

Per la legge italiana il volontariato organizzato nelle associazioni ha le caratteristiche previste dalla Legge 266/1991 (Legge quadro sul volontariato).

 

Art. 2 - Attività di volontariato

1. Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.

2. L'attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall'organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l'attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.

3. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l'organizzazione di cui fa parte.

 

Art. 3 - Organizzazione di volontariato

1. È considerata organizzazione di volontariato ogni organismo liberamente costituito al fine di svolgere l'attività di cui all'articolo 2, che si avvalga in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti.  (…)

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Oltre alle organizzazioni di volontariato, con la legge 7 dicembre 2000, n. 383, sono state definite le “associazioni di promozione sociale”. In questo contesto rientrano le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o terzi, senza finalità di lucro (non profit) nel pieno rispetto della dignità e della libertà degli associati (art. 2 primo comma, legge 7 dicembre 2000, n. 383).

 

Un’associazione acquista la personalità giuridica -vale a dire diventa associazione riconosciuta- mediante il riconoscimento, che è determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche (nazionale o regionale).

 

Che differenza c’è fra associazioni di promozione sociale ed organizzazioni di volontariato?

Solitamente si riscontra una certa difficoltà nel distinguere chiaramente l’associazione di promozione sociale da un’organizzazione di volontariato, visto che entrambe presentano tratti comuni di utilità sociale e di finalità non lucrative. Tuttavia l’associazione di promozione sociale persegue principalmente fini mutualistici (nel senso che pone in atto prestazioni e attività rivolte in prima istanza ai propri associati e soltanto in subordine alla collettività e ai non-soci), mentre l’organizzazione di volontariato si caratterizza per il fine solidaristico (nel senso che pone in atto prestazioni e attività rivolte all’esterno, ai non-soci).

 

La nostra associazione Guide e Scouts San benedetto prevede 2 categorie di associati (art. 5 dello statuto): i soci adulti, ovvero coloro che svolgono il loro servizio nell’associazione a qualsiasi titolo, e i giovani soci, ovvero ragazzi e ragazzi fino ad anni 21. I soci adulti costituiscono i volontari propriamente detti, ovvero coloro che gestiscono la struttura associativa e attraverso questa praticano e fanno praticare ai giovani soci lo scautismo (finalità mutualistica). 

 

Tenuto conto di quanto detto, possiamo ragionevolmente inquadrare la nostra associazione Guide e Scouts San Benedetto tra quelle di promozione sociale non riconosciute (cioè senza personalità giuridica). I ragazzi iscritti nella nostra associazione sono infatti membri della stessa e non terzi. Bisogna comunque dire che è opinione di alcuni il fatto che il concetto di mutualità applicato ai minori sia del tutto inadeguato; si può infatti supporre che i terzi siano piuttosto le famiglie e i genitori che ovviamente non fanno parte dell’associazione.

 

Ad ogni modo non esiste alcun divieto alla partecipazione attiva ad un’associazione da parte di un minore il quale può essere considerato a pieno titolo membro dell’associazione stessa.

 

Volontariato e adempimenti sulla sicurezza

Il 20 agosto 2009 sono entrate in vigore le modifiche apportate con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009,  n. 106 al Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (il cosiddetto “Testo Unico sulla sicurezza, salute e prevenzione sui luoghi di lavoro”).

 

Il D.Lgs. n 106/09 ha introdotto alcune importanti novità in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che riguardano anche gli enti del terzo settore, con particolare riferimento alle figure dei volontari delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni.

 

Per le organizzazioni di volontariato è stata rivista integralmente e sostanzialmente la figura del volontario che è passato, con l’eccezione dei volontari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, dall’essere equiparato al “lavoratore subordinato” (e quindi destinatario di tutta la tutela dovuta a detti soggetti) all’essere equiparato al “lavoratore autonomo” (e quindi ad un soggetto a cui può essere demandata, con modalità definite, l’attuazione delle misure di tutela necessarie);

 

Nel caso specifico delle organizzazioni di volontariato le disposizioni legislative nei confronti dei volontari sono determinate attraverso il comma 12-bis dell’articolo 3:

Nei confronti dei volontari di cui alla legge 1° agosto 1991, n. 266, e dei volontari che effettuano servizio civile si applicano le disposizioni relative ai lavoratori autonomi di cui all’articolo 21 del presente decreto. Con accordi tra il volontario e l’associazione di volontariato o l’ente di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al precedente periodo. (…)

 

Per i volontari operanti per conto di associazioni di promozione sociale (come appunto la nostra associazione scout) nulla viene invece indicato dal citato decreto in materia di sicurezza. Tuttavia, in relazione alla definizione fornita dall'art. 2 della L. 11 agosto 1991, n. 266, si ritiene che l’attività svolta da persone (liberamente e a titolo gratuito) in favore delle associazioni di promozione sociale, possa essere equiparata a quella di volontariato.

 

In relazione poi alla particolare rilevanza sociale delle attività previste dalla nostra associazione scout, considerato quanto previsto dall’art.  3, comma 12-bis, in favore dei volontari della Legge n. 266/1991, volte a fornire anche a questi soggetti una tutela prevenzionistica di base e ai rischi connessi con il loro svolgimento, all’assenza di fini di lucro nonché alle limitate risorse a disposizione, si ritiene opportuno che la disciplina del citato art. 3, comma 12-bis debba essere estesa anche ai soci adulti dell’associazione che prestano la propria attività a qualsiasi titolo, spontaneamente e gratuitamente o con mero rimborso delle spese.

 

Pertanto tali soggetti dovranno:

  • utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al titolo III del T.U.
  • munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo III del T.U.
  • ove svolgano la propria attività nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto ad adottare le misure utili ad eliminare e, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attività svolte, nell'ambito della medesima organizzazione, dal personale dipendente;
  • inoltre, il titolare dell'organizzazione (commissario generale/capi gruppo) è tenuto a fornire loro dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui il volontario (socio adulto) è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività”.

Obblighi prevenzionistici delle associazioni di promozione sociale nell'uso di palestre, impianti o altri immobili in concessione

 

Altro argomento riguarda gli obblighi relativi alla sicurezza della sede scout dove gli associati si riuniscono e svolgono le loro attività. A tale scopo mi sembra chiarificatore quanto espresso dalla Regione Veneto in relazione alla richiesta di parere in materia (22 giugno 2010 prot. 345294/50.00.03.03)

 

(…) In riferimento alle situazioni in cui un'associazione utilizzi per le proprie attività palestre, impianti o altri immobili in regime di concessione d'uso, sussiste un obbligo generale di carattere civile e penale in capo all'associazione medesima di assicurare la sicurezza ai propri associati durante le attività svolte.

 

Per quel che concerne la sicurezza di coloro i quali operano per conto dell'associazione, si precisa che le palestre o i locali dati in concessione d'uso dall'Ente pubblico non rientrano nella disponibilità giuridica dell'associazione, di conseguenza l'obbligo di garantire la sicurezza a carico delle associazioni viene assolto mediante l'impegno a rispettare le prescrizioni d'uso dell'Ente proprietario o del gestore che ne hanno valutato i rischi ed hanno approntato le misure di prevenzione volte alla gestione delle emergenze e degli incendi.

 

In ordine agli obblighi di tutela nei confronti dei collaboratori dell'associazione operanti presso i locali dati in concessione, si ritiene opportuno che il Presidente della medesima associazione concessionaria debba informare il collaboratore/volontario delle prescrizioni d'uso ricevute dal concedente.

 

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Associazione Guide e Scouts San Benedetto - Vita all'aperto - Autore: Vincenzo Neto

 

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