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Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi Stampa E-mail
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Categoria: ARTICOLI - ITINERARI
Inserito 21 Ottobre 2012

persecuzione
La prima persecuzione nei confronti dei cristiani la si può far risalire all'arresto di Pietro e Giovanni in seguito alla guarigione di uno storpio, perché i due avevano annunciato la Resurrezione di Gesù  Cristo a tutto il popolo (At 4,1.-4). Da quel momento le oppressioni e le angherie nei confronti prima degli Apostoli e poi dei Cristiani non avranno mai fine.
 
Le principali persecuzioni si perpetuarono per i primi tre secoli ad opera dei pagani. Successivamente furono gli Arabi a sottomettere gli stati del mar Mediterraneo e ad imporre la loro religione, con vessazioni di ogni tipo, completando la loro opera con la conquista della Terra Santa. Subito dopo i Turchi continuarono con tutte le possibili prepotenze a opprimere i credenti, ma i musulmani vennero sconfitti  a Malta nel 1565, a Lepanto nel 1571 e a Vienna nel 1683.
 
Per una vera e nuova  persecuzione di massa si dovette aspettare la rivoluzione francese che con l'avvento del giacobinismo ideologico e della massoneria di stampo positivista ed internazionalista portò all'eccidio di 120.000 cristiani nei modi più efferati. Dopo la Restaurazione e la Santa Alleanza seguite alla caduta di Napoleone, continuatore dell'ideologia rivoluzionaria, vi fu lo scoppio dei moti rivoluzionari del 1848 che riportarono alla ribalta le ideologie giacobine con le conseguenti repressioni nei confronti dei cristiani. Infatti nella seconda parte del XIX secolo, specialmente in Europa  queste ideologie si affermarono e attraverso la gestione politica del potere  cercarono di circoscrivere sempre più le manifestazioni di fede, relegando le pratiche religiose a esercizi  prettamente intimistici. Si è cercato di negare Dio (ateismo rivoluzionario) e di farlo uscire dalla vita dell'uomo; si è combattuta, e si continua a farlo, l'istituzione famiglia; si è negata la società come comunità di persone contrapponendo un insieme di individui spinti soltanto dall'individualismo e dal soddisfacimento delle proprie sensazioni; si è rifiutata la Patria (su quest'ultimo punto le idee socialiste, il protestantesimo e la massoneria convergevano), la proprietà privata verrà  abolita dal comunismo.
 
Osserviamo quindi, in questo periodo ad una lotta continua nei confronti del cristianesimo, principalmente il cattolicesimo. In Germania con l'avvento del cancelliere  Bismarck e della attuazione programmatica del KulturKampf vennero approvate delle leggi di restrizione alle attività cattoliche, per tentare di sottoporre con ogni mezzo la Chiesa cattolica tedesca al controllo dello stato. Il cattolicesimo venne considerato oscurantista e retrogrado. Dopo sei anni di intenso accanimento  il cancelliere abbandonò questo progetto per allearsi politicamente con il Centro Cattolico affinché potesse combattere meglio il socialismo marxista. Le stesse restrizioni le riscontriamo in Francia, Belgio, Svizzera e Spagna (a Madrid nel 1886 verrà assassinato il Vescovo). In Inghilterra e negli Stati Uniti, anche se nazioni di religione a prevalenza protestante e di cultura liberale, la situazione era migliore (ricordo che il liberalismo anglosassone era di stampo meno rivoluzionario di quello francese). In Portogallo la repressione iniziò nel 1910 con l'avvento della repubblica di natura prettamente rivoluzionaria e anticattolica (Cfr. José Carvalho “Catòlicos nas vésperas da I Repùblica”). In Polonia e Irlanda il cristianesimo viveva momenti di crisi.  In Ecuador una congiura massonica uccise il presidente cattolico Gabriel Garcia Moreno, rigeneratore della Patria e martire della fede nel 1875 (la Civiltà Cattolica scrisse che era stato trucidato “in odio del suo zelo per la restaurazione della civiltà cristiana e del suo fervente amore per la Chiesa”).
 
Agli inizi del secolo scorso, dopo l'olocausto degli Armeni ad opera dei turchi, seguì la repressione dei cristiani in Messico. In questo secolo “breve” vennero trucidati ferocemente 45 milioni di cristiani. Le matrici delle persecuzioni sono state tre: il comunismo, il secolarismo laicista e gli estremismi di altre religioni. La fede cristiana è stata ritenuta un ostacolo al loro concetto di libertà, privo di senso di giustizia e di verità. Il cristianesimo è stato considerato quindi l'avversario per eccellenza, e visto come forza di opposizione al loro potere. Anche perché il secolarismo relativista ed il marxismo ateo escludono tutte le norme morali trascendenti. Già da più di due secoli il cristianesimo è stato considerato come ostacolo a questi progetti politici. Quindi l'anticristianesimo sociale è stato utilizzato e lo continua ad essere come strumento di lotta politica e contestazione, supportato sempre da campagne ideologiche e mistificatorie, per passare poi ad una persecuzione militante. Ma il fatto più grave, che non viene messo mai in risalto, è che la persecuzione alla religione cristiana o la denigrazione mira all'esclusione anche della cultura cattolica dal mondo, mirando all'instaurazione di un pensiero unico globale.
Questa problematica è sempre stata conosciuta, ma non le si è dato il giusto peso, nella maggior parte dei libri di storia degli ultimi decenni non se ne parla, anzi spessissime volte certi argomenti vengono considerati in modo errato o visti in chiave prettamente progressista, che mira a cancellare tutto quello che è passato senza conoscerlo o archiviarlo come negativo.
 
L'Associazione “Aiuto alla Chiesa che soffre”, fondata nel 1947 dal padre olandese W. Van Estraaten, riconosciuta dal Vaticano, è presente in 150 paesi per svolgere la sua funzione pastorale ha elaborato un rapporto che sottolineava nell'anno 2000 erano stati uccisi 160.000 cristiani. La notizia è stata resa pubblica dal giornale cattolico spagnolo ABC e ripresa dal quotidiano “Avvenire” il 26 luglio 2001. Questo esponeva le persecuzioni per la fede dei cristiani nel mondo e in modo chiarissimo.
 
La chiesa era ed è perseguitata principalmente in Corea del Nord, Cina, Birmania, Laos, Vietnam (specie al nord), Turkmenistan, Uzbekistan, Afghanistan, Pakistan, India, Buthan, Maldive, Filippine (soltanto nella regione di Mindanao), Arabia Saudita, Nigeria, Sudan, Algeria, Egitto, Senegal (nel Casamance), Somalia, Kenia (da parte della minoranza dei fondamentalisti islamici), e tante altre nazioni. Oggi la cifra media dei martiri è di 100.000 all'anno. Gesù Cristo continua ad essere crocifisso. Ma gli attacchi alla Chiesa e nella figura del Sommo Pontefice si attuano anche in Europa, quindi in Italia ad opera del mondo radicale e laicista e da certa stampa, l'intolleranza e la discriminazione è palese. Nel passato con l'introduzione di leggi anticristiane, oggi per l'immoralità dilagante, specialmente con attacchi all'istituzione della famiglia. Soltanto nel 2011 gli attacchi a persone chiese etc. sono stati più di 500. La società contemporanea deve tendere ad una rigenerazione. Deve riorganizzarsi e ricristianizzarsi per assistere ad un Risorgimento Cattolico. Il Sommo Pontefice Benedetto XVI lo ha detto e lo ha sottolineato che in Europa continua a diffondersi  una forma di agnosticismo e relativismo che rigetta la verità e la parola di Dio. Quindi ha stimolato tutti i credenti ad operarsi, rinnovando lo spirito di apostolato nel continente. I suoi viaggi sono stati coronati da dialoghi ed encicliche e ne sono una testimonianza. Lo ha detto chiaramente nella sua visita in Portogallo nel 2010. In un discorso molto partecipato e condiviso ha usato il termine “Cristianofobia”  per indicare questo continuo attacco e denigrazione della cristianità in tutto il mondo. Anzi si è soffermato sulla dissertazione che anche dall'interno della chiesa qualcuno opera in senso negativo, non facendo luce su avvenimenti incresciosi, offrendo il fianco ai denigratori. Già i sommi pontefici Pio XII e Paolo VI si erano soffermati su questa problematica interna al Vaticano. Dal punto di vista storico e religioso non dimentichiamo il movimento modernista che tanti errori e divisione perpetuò all'interno della Chiesa agli inizi del secolo scorso.
 
Quindi nello stesso momento nei confronti del Sommo Pontefice è iniziata una lotta subdola che mira sempre di più ad isolarlo a far dire cose che nemmeno ha pensato e a spingere sempre più i credenti a praticare la loro fede nel chiuso delle chiese e a ridimensionare la religione ad un fatto prettamente intimistico.
 
Sempre in Europa l'anno passato abbiamo assistito ad un attacco feroce all'Ungheria che aveva promulgato una nuova costituzione, entrata in vigore nel gennaio scorso, che riconosce le radici cristiane, fa riferimento a Dio, afferma che elemento fondante della nazione è il cristianesimo e difende la famiglia e la vita; immediatamente si è scatenata una offensiva mediatica contro questo stato. Diverse istituzioni europeiste e certa cultura radicale hanno denigrato quel popolo che aveva fatto la sua scelta.
  
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Associazione Guide e Scouts San Benedetto - Cammino 67/68 - Autore: F.sco Paolo Pasanisi 

 

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