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I pericoli in montagna Stampa E-mail
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Categoria: ARTICOLI - VITA ALL'APERTO
Inserito 01 Novembre 2012

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L’attività in montagna determina un notevole sforzo fisico e richiede anche un buon impegno organizzativo oltre che una costante attenzione alle norme basilari di sicurezza.
Le attrezzature, anche le più moderne, aiutano l’escursionista ma non ne sostituiscono la conoscenza e le capacità. 

 

Il pericolo è sempre in agguato! Basta una disattenzione per trasformare una tranquilla escursione in montagna in un incubo. La montagna, per la sua particolare conformazione e per la varietà dei suoi fenomeni può riservare brutte sorprese. Valanghe, frane, temporali, insolazioni, congelamenti, perdita di orientamento, sono solamente alcuni dei pericoli cui va incontro il frequentatore delle montagne. 


E’ molto importante conoscere preventivamente questi pericoli sia per prevenirli che, eventualmente, per affrontarli. Ciò vale per qualsiasi escursionista ed in maniera particolare per tutti coloro a cui vengono affidate altre persone, specie se trattasi di minorenni.

 

I pericoli della montagna possono dividersi sostanzialmente in due categorie:

 

PERICOLI OGGETTIVI (riguardano l’ambiente che ci circonda)
Sono i pericoli legati alla morfologia del territorio o a fenomeni naturali. Elementi determinanti sono le condizioni meteo-ambientali (ghiaccio, neve, roccia) e i loro mutamenti in cause di pericolo come: bufera, tormenta, nebbia, valanghe, caduta massi. Le difese contro i pericoli oggettivi sono: la preparazione alla osservazione e alla identificazione dei fenomeni naturali, la continua attenzione rivolta all'ambiente in cui si opera, la scrupolosa osservanza delle norme di sicurezza ed un adeguato equipaggiamento.

 

- Il freddo 
Il freddo influisce negativamente sull'organismo causando, dopo una prolungata esposizione, l'assideramento. In particolare colpisce le parti più esposte e periferiche provocando i congelamenti. La protezione contro il freddo si realizza nei seguenti modi:

  • Equipaggiamento adeguato, abbigliamento asciutto e capace di mantenere il calore corporeo;
  • Moto (a seconda del terreno in cui si opera, muoversi cercando di mantenersi attivi, senza tuttavia trascurare le norme di prudenza e sicurezza);
  • Alimentazione idonea;
  • Ricerca di ripari naturali o costruzione di ripari artificiali;
  • Ambientamento, efficienza fisica e buon allenamento;

- Il vento 
Il vento normalmente aumenta l'azione del freddo, togliendo calore dall'organismo e ostacolando talvolta la respirazione: i movimenti diventano più faticosi e l'equilibrio incerto. 

 

- Tormenta 
Si forma per la presenza contemporanea di freddo, vento, bufera di neve e nebbia. L'orientamento risulta molto difficile data la scarsissima visibilità: l'affaticamento è molto elevato. Mai lasciarsi prendere dalla paura e dallo scoraggiamento; l’escursionista deve cercare di trovare un riparo o di costruirselo in un breve arco di tempo. Naturalmente è fondamentale possedere un buon equipaggiamento.

 

- Sole 
Anche il sole può costituire un pericolo. Il sole, può causare direttamente danni all'organismo procurando oftalmie, scottature, insolazioni. Contro una lunga esposizione ai raggi solari ci si può proteggere ancora una volta con un equipaggiamento adeguato: occhiali, creme, copricapo, foulard.

 

- Caduta massi 
L'alternarsi, nel corso di tutto l'anno, di gelo e disgelo, a volte di elementi naturali quali vento e pioggia, o di interventi di animali e uomini, è la causa di caduta di massi. Normalmente queste scariche di pietrisco avvengono lungo colatoi, canali, gole, camini. Sono questi i luoghi da evitare, specialmente nelle ore più calde del giorno. Evitare anche di sostare al riparo del sole sotto una parete.

 

- Fulmine 
Il pericolo più serio di un temporale è rappresentato dal fulmine: una scarica elettrica fra le nuvole e la terra o fra una nuvola e l'altra. Il pericolo della caduta di un fulmine è maggiore sulla roccia che sulla neve o sul ghiaccio. Il pericolo si preannuncia nei seguenti modi:

  • Le aree di epidermide scoperte sono soggette a una sensazione di solletico;
  • Pizzicorio al cuoio capelluto e capelli che si rizzano;
  • Ronzio e leggero suono degli oggetti metallici;

In caso di pericolo ci si comporta nel modo seguente:

  • Evitare creste, guglie, mantenendosi a una buona distanza da esse (almeno 15 metri);
  • Le parti metalliche dell'equipaggiamento (ramponi, piccozza, moschettoni, ecc…) vanno depositate lontano;
  • Evitare canaloni, fessure, camini e ripari quali cavità, grossi massi isolati e alberi;
  • Evitare le vie attrezzate con funi e scale in ferro o allontanarsene il più rapidamente possibile;
  • Allontanarsi dalle pareti verticali e assumere un posizione rannicchiata con i piedi uniti e ginocchia raccolte contro il corpo;
  • Evitare gli assembramenti di animali o persone;

- Vetrato 
Il vetrato è un sottile strato di ghiacci che ricopre la roccia e la rende particolarmente viscida e pericolosa. Si forma per il gelo dell'acqua o anche dell'umidità dell'aria. E' frequente nei pressi di corsi d'acqua. 

 

- Valanghe 
Abbondanti nevicate provocano un pericolo generale di valanghe a tutte le altezze e a tutte le esposizioni. Se poi durante o subito dopo la nevicata, anche di soli 20 cm, soffia il vento, il pericolo si accentua di molto a causa della formazione di lastroni. Il pericolo diminuisce solo quando la neve fresca si assesta, facendo corpo con il sottostante appoggio. Quanto più mite è la temperatura, tanto più rapidamente avviene il consolidamento mentre il freddo persistente lo ritarda. 

Oltre alle condizioni atmosferiche, è principalmente la struttura del manto nevoso, e assai meno il suo spessore o la configurazione e pendenza del terreno, che condiziona il pericolo di valanghe. Nel 90% dei casi le valanghe vengono staccate dagli infortunati stessi o dai loro compagni che, tagliando il pendio fanno partire gli strati di neve instabili e ne vengono poi travolti. 

 

- Mal di montagna 
E' un pericolo che si verifica prevalentemente a quote superiori ai 3000 metri, ma vi sono stati anche casi a quote inferiori. Il mal di montagna è causato dalla diminuzione della pressione barometrica e alla conseguente diminuzione della pressione parziale dell'ossigeno nel sangue e colpisce gli escursionisti soggetti a un forte e veloce sbalzo di quota.  E' importante quindi seguire un graduale acclimatamento alle varie quote.

 

- Nebbia
La nebbia causa la perdita dell'orientamento e può portare fuori strada anche l’escursionista più esperto. E' indispensabile saper leggere la carta topografica e servirsene, in abbinamento con bussola e altimetro, per individuare la giusta rotta. Può risultare determinante l’uso del GPS. Talvolta su terreno molto accidentato, specialmente ad alta quote, diventa difficile anche con questi strumenti mantenere la rotta, pertanto può essere più saggio fermarsi e, costruito un riparo, attendere che le condizioni migliorino.

 

PERICOLI SOGGETTIVI (riguardano l’uomo e il suo comportamento)
La loro origine è insita nell'uomo, nella sua insufficienza psicofisica. Derivano da un comportamento generale sbagliato nei confronti di una data situazione e li potremmo così enumerare:

  • Limitata efficienza fisica;
  • Emotività, mancanza di volontà, imprudenza;
  • Mancanza di tecnica e d'esperienza;
  • Mancanza di allenamento, acclimatazione alla quota, preparazione specifica;
  • Alimentazione non adatta agli sforzi da compiere
  • Disattenzione;
  • Equipaggiamento non idoneo all'attività che si vuole svolgere;

- La mancanza di allenamento
L'efficienza fisica è fondamentale per affrontare la montagna con una certa tranquillità; diversamente si rischia al primo imprevisto non solo di non portare a termine l’escursione, ma, ancora più grave, di farsi del male. L'efficienza fisica inoltre aiuta a sopportare meglio l'inclemenza del tempo e a rimanere sempre lucidi anche nei frangenti più difficili.

 

- La mancanza di tecnica e di esperienza
Queste mancanze possono costituire un grave pericolo perchè impegnano l'escursionista più del necessario anche su modeste difficoltà, che si possono trasformare in incidenti gravi.
La mancanza di esperienza impedisce la valutazione serena delle difficoltà e dei pericoli tanto da spingere l'escursionista spesse volte a sottovalutarli o a ingigantirli.

Anche una inadeguata preparazione teorica degli aspetti caratterizzanti la montagna può essere motivo di pericolo. Valutare bene i vari aspetti dell’escursione, studiare i percorsi, imparare a valutare le proprie capacità, il proprio grado di allenamento, far tesoro dei suggerimenti dei più capaci, sono solo alcuni dei mezzi per ovviare a questo pericolo.
Alcune situazioni di pericolo possono essere indotte da una errata modalità di approccio alla montagna. Ad esempio, l’eccessivo entusiasmo o l’ambizione di fare a tutti i costi bella figura con i compagni possono facilmente essere causa di incidente. 

 

- Distrazione
Attenzione ai percorsi apparentemente facili e conosciuti. L’attenzione dell’escursionista in questi casi diminuisce andando incontro a pericoli anche gravi. Non pochi sono stati gli alpinisti che hanno perso la vita sulla via del ritorno dopo aver scalato una difficilissima parete, oppure escursionisti che dopo aver percorso sentieri acrobatici si sono distratti con conseguenze per loro fatali su sentieri solo in apparenza meno pericolosi.
La distrazione tende ad aumentare quando si è affaticati, perciò si cerchi anche in tali situazioni di rimanere sempre presenti a se stessi e di valutare con calma quanto si sta facendo.

 

- Equipaggiamento inadeguato
L'equipaggiamento non adeguato, non consentendo di procedere con sicurezza, è spesso causa di qualche brutto incidente.
Così ad esempio un paio di scarponi non adatti al tipo di terreno che si affronta possono causare una disastrosa scivolata; guanti leggeri possono non proteggerci a sufficienza dal freddo intenso, ecc.
Tutte queste deficienze e mancanze possono essere ridotte al minimo o evitate del tutto con un poco di buon senso, prudenza e preparazione tecnica.

 

CONSIGLI PRATICI

 

1. Mai soli
Se siete soli vi sono maggiori probabilità che un qualsiasi inconveniente si possa trasformare in un pericolo grave. Dovete poter fare pieno affidamento sui vostri compagni di gita anche nell’emergenza. 
Comunicate sempre il tuo itinerario prima di partire e avvisa quando sei tornato. Assicurati che i partecipanti abbiano un equipaggiamento adeguato all’impegno e alla lunghezza dell’escursione e porta nello zaino l’occorrente per eventuali situazioni d’emergenza e una minima dotazione di pronto soccorso.

 

2. Attenzione al meteo
Prima di partire informatevi sempre sulle previsioni meteorologiche e, durante l’escursione, osservate costantemente lo sviluppo delle condizioni del tempo. In quota le condizioni atmosferiche e la temperatura cambiano repentinamente, nel dubbio tornate indietro.

 

3. Non improvvisare
In alta montagna, non spostatevi mai seguendo il “vostro istinto”. Fate in modo di viaggiare sempre su itinerari pianificati a tavolino. Prima di partire, raccogliete informazioni su lunghezza e difficoltà del tragitto che intendete compiere.Non sottovalutare in nessun modo i pericoli ed i rischi connessi allo svolgimento di qualsiasi attività legata alla montagna, all’ambiente ipogeo ed in genere all’ambiente ostile e impervio.La buona riuscita di un’escursione in montagna dipende da molti fattori tra cui un’adeguata preventiva pianificazione. Bussola e cartina topografica non devono mancare MAI! Quest’ultima deve essere custodita in una busta di plastica trasparente a prova d’acqua in modo da poter essere consultata senza problemi anche sotto la pioggia. 

 

4. In forma e di buon’ora
Prima di mettervi in marcia, valutate in maniera accurata la vostra forma fisica in rapporto al tragitto che volete compiere. Iniziate le escursioni di primo mattino, lasciandovi un adeguato margine per rientrare prima che faccia buio. Non dimenticate che in montagna sono frequenti gli addensamenti nuvolosi nelle ore più calde della giornata, così come i temporali. Inoltre, avrete più ore di luce a disposizione.

 

5. Ben equipaggiati
Anche una breve escursione deve essere fatta con un equipaggiamento adeguato. Porta con te un piccolo kit di pronto soccorso (cerotto disinfettante, garze e bende sterili, bende elastiche, ghiaccio spray, ecc…).
Porta con te un telo termico (telo di materiale plastico alluminizzato) che serve a proteggere ed isolare il corpo sia dal caldo sia dal freddo.

 

6. Alimentazione
La vostra energia nasce negli alimenti che mangiate! Bevete abbondantemente, assumendo preferibilmente liquidi ricchi di sali minerali. I cibi devono essere energetici e leggeri: mangiate cibi ricchi di proteine e carboidrati (pane integrale, frutta secca e noci).

 

7. Occhio ai segnavia
Verificate sempre sulla carta i percorsi segnati da segnavia privi di ulteriori indicazioni (ad esempio un semplice segno colorato su roccia). Consultate la vostra cartina con regolarità e, in caso di dubbio, tornate indietro in tempo.

 

8. Saper camminare
Camminate lentamente, soprattutto nella prima mezz’ora. I vostri muscoli hanno bisogno di scaldarsi. Abituatevi a mantenere un passo regolare. Il battito cardiaco non dovrebbe mai superare le 130 pulsazioni al minuto. Non fermatevi troppo spesso, ma fate delle pause ogni ora o due: approfittatene per mangiare qualcosa.

 

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Associazione Guide e Scouts San Benedetto - Vita all'aperto - Autore: Vincenzo Neto 

 

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