| Associazione Guide e Scouts San Benedetto |
| Formazione di Base 2013 |
Il prossimo 6 e 7 aprile si terrà il pernottamento di Formazione di Base, attività propedeutica ai campi scuola. Cosa è la formazione di Base ... La Formazione di Base ha lo scopo di far conoscere i fini e le peculiarità dell'Associazione, la sua spiritualità e la sua proposta educativa e metodologica. Essa è rivolta ai soci che hanno compiuto almeno il 17° anno di età e che hanno avviato una esperienza di servizio in una qualsiasi Unità dell'Associazione. La Formazione di Base si realizza:
La Formazione di Base è propedeutica alla partecipazione al campo scuola di 1° tempo.
Pernottamento di Formazione di Base (per tutti) Pernottamento formativo: 6 e 7 aprile 2013. Si tratta di un'attività classica in stile "Riparti E/G". I partecipanti saranno suddivisi per squadriglie distinte per sesso. A ciascuna squadriglia sarà assegnata una tenda 8 posti e tutto il materiale necessario per cucinare. E' richiesto l'equipaggiamento classico per un'attività all'aperto con pernottamento.
Ulteriore giornata formativa (solo per quelli indicati nel precedente punto 2)
Domenica 17 marzo.
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| Pensiero di oggi: Procurate di lasciare il mondo un po' migliore di come lo avete trovato (BP) |
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| IL PATRONO D'EUROPA |
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| Ultimo aggiornamento 21 Ottobre 2012 | ||
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Benedetto nacque nella piccola città di Norcia verso il 480 d.C., in un periodo storico
Fu contemporaneo di Teodorico e ne vide fallire nel sangue l'ambizioso progetto di una pacifica convivenza con i Goti ed i Romani; poté assistere agli orrori della terribile guerra fra i Goti e i Bizantini per il predominio dell'Italia (535-553), guerra che lasciò desolato e spopolato il nostro paese tra stragi e pestilenze. Fu anche contemporaneo di Giustiniano e conobbe le pesanti interferenze dell'imperatore bizantino in materia religiosa, con la conseguente umiliazione dell'autorità papale.
La creazione di centri di vita cristiana fu anche il metodo della evangelizzazione dei popoli barbarici. Fu il grande pontefice san Gregorio Magno il primo ad operare per la loro conversione, inviando dei monaci benedettini tra quelle popolazioni. Celebre è l'invio in Inghilterra di un gruppo di monaci: il loro capo, Agostino, fu il primo arcivescovo di Canterbury.
Successivamente l'arrivo dei monaci irlandesi ed inglesi sul continente segnò l'inizio della seconda fase: innumerevole fu la schiera di monaci che si sparse tra le tribù germaniche ancora pagane. Tra essi ricordiamo Colombano, Gallo, Willibord e, soprattutto, Bonifacio. Una fitta rete di monasteri ed abbazie si estese così in tutta l'Europa: Luxeuil, Bobbio, S. Gallo, Fulda, Reichenau, Corbie e migliaia di altre costruzioni grandi e piccole. Questi monasteri divennero un punto di riferimento essenziale per tutte le popolazioni vicine, centri di evangelizzazione e di civilizzazione. Sotto la guida dei monaci, queste popolazioni impararono a prosciugare le paludi, a disboscare le selve, a coltivare la terra, a tracciare nuove strade, a leggere ed a scrivere. Nei monasteri fiorirono le scuole della nuova Europa, nata dalla fusione tra romanesimo e germanesimo, mediate dal cristianesimo.
LA MEDAGLIA DI SAN BENEDETTO
Un caratteristico elemento di culto è la medaglia di S. Benedetto, la quale porta su una faccia l'immagine del Santo e sull'altra la croce che richiama la devozione da lui mostrata in vita verso quel segno, specialmente contro gli assalti del demonio. Nel retto reca l'effige del santo, che ha la croce nella mano destra e la Regola nella mano sinistra; a destra di lui una coppa da cui fugge una vipera (ricordo del vino avvelenato a cui egli miracolosamente sfuggì; a sinistra un corvo che porta via il pane avvelenato).
LA BENEDIZIONE DELLA MEDAGLIA
La medaglia riceve una benedizione che è conferita dai monaci sacerdoti dell'Ordine di San Benedetto, con una formula particolare. In questa, in accordo col testo che accompagna la medaglia, si chiede a Dio che allontani il potere dal diavolo, in un contesto di lode divina di fiducia nella Trinità per l'amore del Signore Gesù Cristo, che deve venire per giudicare i vivi ed i morti. Si implora per il fedele che porterà la medaglia, e che si occuperà nelle buone opere, la salute dell'anima e del corpo, e la santità, così come le grazie che la Chiesa ha concesso ai monaci con i quali si stabilisce come una fraternità spirituale. Infine, si chiede a Dio che quelli che usano la medaglia cerchino di evitare le insidie e gli inganni del diavolo, con l'aiuto della sua misericordia, affinché si presentino davanti a Lui santi ed immacolati. Il testo non si limita, dunque, ad un solo aspetto del combattimento spirituale, come sarebbe la lotta col demonio intesa in un senso quasi fisico, ma tende ad una comunione profonda nell'amore di Dio, facendo la sua volontà, che include il rifiuto del male, e mettendo in pratica con carità generosa e con pietà i mandati divini. È da auspicare, allora, che i numerosi fedeli che sono devoti di San Benedetto, e portano la Croce o Medaglia, per ricevere con abbondanza le grazie e le benedizioni che Dio effonde su coloro che rispondono con la propria vita, i propri pensieri e le buone opere alla chiamata evangelica, la mettano in pratica impregnandosi sempre di più dello spirito del Santo Padre dei monaci. Così lo chiede la Chiesa con l'antica orazione della festa di San Benedetto: "O Dio, che ti degnasti di riempire dello spirito di tutti i giusti il tuo santissimo confessore Benedetto, concedi a noi, tuoi servi, che celebriamo la sua solennità, di compiere fedelmente quello che abbiamo promesso, ricolmi del suo spirito e soccorsi dalla tua grazia, ".
LA REGOLA DEI MONACI S. Benedetto occupa un posto unico nella storia del monachesimo occidentale, soprattutto per la composizione della Regola.Essa consta di un prologo e di 73 capitoli e rappresenta la sintesi più matura delle esperienze monastiche precedenti. Dopo un primo momento di coesistenza con altre legislazioni monastiche, la Regola di Benedetto finì per prevalere e per essere adottata in tutti i monasteri in forza della sua intrinseca validità. Dal prologo all'ultimo capitolo, san Benedetto istruisce ed esorta i monaci ma, soprattutto, li ama. Lo stile è calmo e sereno, come un discorso familiare fin dalle prime parole: "Ascolta, o figlio, gli insegnamenti del maestro e tendi l'orecchio del tuo cuore; accogli volentieri l'ammonimento del padre affettuoso ed eseguiscilo con impegno". Il monastero è scuola del servizio del Signore, ma una scuola nella quale, dice il santo, "speriamo di non stabilire nulla di aspro e gravoso". Per comprendere meglio la vita dei monaci, offriamo una raccolta di alcuni brevi passi tratti dalla Regola.
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