Maria donna

Molti sono gli articoli pubblicati su Cammino relativi alla figura di Maria. Abbiamo cercato nel tempo di documentarci e condividere le apparizioni, i miracoli, i messaggi o i segreti rivelati da veggenti provenienti da tutto il mondo, riconosciuti dalla Chiesa. A questo si aggiungono le riflessioni sulle pratiche di devozione, in modo particolare abbiamo spesso insistito sull’importanza del Santo Rosario, che la Madonna e i Santi ci raccomandano di recitare per la conversione delle anime e la riparazione dei peccati. Ma in fondo ciascuno di noi si è mai posto davvero la domanda: “Chi è Maria?”. I Vangeli, in effetti, non dicono molto su di lei. De Maria numquam satis, recita un celebre motto pronunciato da San Bernardo, di Maria non si sa abbastanza. Eppure, con le informazioni che i Vangeli ci danno, possiamo delineare il profilo di una giovane, osservante della religione ebraica, imparentata con famiglie sacerdotali. Possiamo supporre che avrebbe desiderato dedicarsi al servizio di Dio, sebbene fosse già promessa sposa di Giuseppe, ma le sue aspettative subiscono un cambiamento inaspettato. Il Vangelo di Luca ci racconta della visita dell’Arcangelo Gabriele a Maria. Il loro breve dialogo ci dice tanto su di Lei. Maria è, come prima dicevo, una vergine, cosa che ci fa ipotizzare la sua giovane età; in una celebre rappresentazione Ambrogio Lorenzetti la dipinge seduta con in mano un libro aperto, la Sacra Bibbia è probabile, tenuta proprio all’altezza del ventre come a prefigurare che da lì nascerà il Verbo di Dio, Gesù. Alle parole dell’Angelo “Ti saluto piena di grazia” rimane turbata, non comprendendo il motivo di un saluto così speciale; ma non si tratta di un turbamento misto ad angoscia: Maria è, come già detto, una ebrea devota e osservante che attende il Messia. Certo, non si aspettava che fosse proprio Lei la donna della Sacra Scrittura, quella donna dell’Antico Testamento di cui aveva certamente letto o sentito parlare. Al saluto segue l’annuncio vero e proprio, la parte centrale del messaggio, cioè la vocazione di Maria: donna piena di Grazia, madre del Salvatore. Lo svolgimento del dialogo ci fa comprendere tante cose… Maria è una creatura alla ricerca della Verità in senso teologico e filosofico. È una donna volitiva, accetta la Volontà di Dio ma non passivamente, si interroga, vuole capire, discute con l’Angelo e chiede “come è possibile?”. Così l’Angelo non si muoverà senza svelarle il Mistero dell’Incarnazione.


A quel punto Maria ubbidisce con la consapevolezza di chi comprende le domande che da ragazzi ci si chiede con maggiore insistenza “chi sono?” e “cosa devo fare della mia vita, della vita che Dio mi ha donato?”. È la donna del “Sì”, la donna dell’Eccomi pronunciato senza paura, senza indecisione alcuna. In Lei sono racchiuse tutte le qualità proprie della femminilità. Il suo incontro con il Signore, con il Dio dei suoi padri che si rende addirittura suo figlio, è un incontro in pienezza, tutto di Lei è pervaso dalla presenza di Dio, sia nel corpo di una donna gravida che attende il figlio, ma anche nello spirito. Per dirla tutta, non è solo il cordone ombelicale che unisce Maria Santissima a Gesù. È questione di fisiologia ma anche di mistica, di teologia… Le qualità e le virtù della Madonna devono tenere conto di questo aspetto prima di essere elencate e descritte, altrimenti si rischia di ritenerla una donna dotata di super poteri, quando invece la sua fiducia, la sua carità, la sua umiltà hanno origine e compimento in questo incontro reale con Gesù. Perciò, quando spesso sentite dire che per arrivare a Gesù bisogna guardare a Maria e imitarla, il senso è proprio questo: chi meglio di Lei che ha davvero incontrato la S.S. Trinità (come figlia, come madre, come sposa) può condurvi a Lui? Chi è allora Maria? Maria è madre, una esperienza così particolare che noi non possiamo vivere del tutto come Lei, ma certamente ne possiamo prendere esempio. Maria oltretutto è -credo di averlo altrove ripetuto- sorella. Sì, una sorella maggiore, come la capo che ti accompagna e indica la strada e la percorre insieme a te. Chiamare Maria sorella significa sentire Maria accanto a noi, creatura come noi che accoglie il Mistero e che ci invita ad accoglierLo in modo consapevole. La parola maestra di questo articolo vuole essere questa: consapevolezza. Ci siamo mai chiesti cosa desideriamo davvero nel profondo di noi stessi? Abbiamo mai ascoltato la voce di Dio che parla al nostro cuore? Una volta ascoltata quella Voce possiamo decidere e scegliere... E -come Maria- se non riusciamo a capire nell’immediato domandiamo al Signore, non diamo tutto per scontato con superficialità. Come Lei anche noi siamo “tempio di Dio”, abitati dalla Sua Presenza, un dono immenso che ci richiama alla responsabilità, perché l’ambiente in cui viviamo deve risplendere della bellezza di questa Presenza. Non possiamo tenerla per noi, abbiamo come Maria l’opportunità -ma forse dovrei dire la necessità- di “partorirla”, nel senso di donarla al mondo. In questa dimensione il concetto di madre in Maria si dispiega oltre i limiti fisiologici e biologici accennati sopra. Maria è una donna vera, matura, responsabile, dotata di spirito critico, consapevole di sé: è il modello della donna di carattere. Avete capito? Siamo più simili a Lei di quanto pensiamo. Alle giovani donne di oggi direi: vuoi sentirti realizzata? Sii come Maria. Vuoi essere una donna di carattere? Sii come Maria. Vuoi essere una sposa, una madre, una figlia migliore? Sii come Maria. Imitarla ha senso: si arriva prima a Gesù, si impara ad essere ciò che siamo realmente. Possono sembrare slogan retorici (e Maria non è certo riducibile a uno slogan!) ma possono, quanto meno, provocare la nostra coscienza, spesso assopita da altrettanto retorici “andrà tutto bene”. Voglio chiudere questo articolo chiedendo a Lei, Regina della Strada, Madre e Sorella Nostra, di renderci vergini come lei nel cuore per accogliere Gesù e incontrarlo davvero. E questo incontro, come è accaduto a Lei, cambierà anche la nostra vita.

 


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