Natale di Speranza

Cari fratelli e sorelle Scouts, quest’anno il nostro tema (“Verso quale direzione andremo?”) ci pone dinnanzi a delle scelte e a tanti altri interrogativi. Che scelte vogliamo fare? Quali sono le direzioni da prendere? In ogni scelta, che la vita ci pone dinnanzi, cerchiamo di capire quale sia il lato positivo e quale il lato negativo, possiamo reagire in un modo piuttosto che in un altro, scegliere una direzione invece che un’altra. Io, per esempio, mi trovo in questa situazione. Sono dinnanzi ad una scelta: in quest’editoriale scrivo iniziando a lamentarmi di tutte quelle attività che non si sono potute svolgere per via della “pandemia”? O invece scrivo di tutte le iniziative che si sono realizzate e stiamo continuando a programmare durante questo particolare periodo? Beh analizzando bene la situazione scelgo, senza dubbio, la seconda: mi mette più serenità e allegria, mi fa pensare che tutte le cose concorrono al Bene, in senso maiuscolo, proprio perché è ciò che vuole Nostro Signore Gesù Cristo per noi. Tra d.p.c.m., decreti, ordinanze regionali, comunali e pastorali abbiamo avuto molto da leggere e studiare. Riflettendoci e cercando di trovare, in tutto questo marasma di regole, un lato positivo, sicuramente possiamo trovarlo nel ritenerci abbastanza fortunati perché sino ad oggi abbiamo potuto svolgere le nostre attività (seppur con qualche privazione e qualche regola in più) nel pieno rispetto del “distanziamento fisico”. Permettetemi questa definizione “distanziamento fisico” e non “distanziamento sociale”, un sacerdote infatti, in questi giorni, mi ha fatto riflettere che per quanto enunciazioni simili, la prima ha una valenza diversa: socialmente, infatti, non siamo distanti visto che come Scout continuiamo a programmare, ad incontrarci, a fare appunto associazione. Quest’anno starete facendo due, tre anche quattro planning annuali e forse questi non basteranno. Tutto viene stravolto da un giorno all’altro: appuntamenti, uscite, riunioni. Ma ho visto tanto entusiasmo nelle attività all’aperto che vengono realizzate, viene messa più energia per rendere speciale quel poco tempo che possiamo condividere coi ragazzi. Lo stare insieme, seppur distanti sfruttando solo spazi all’aperto, è assai importante per due aspetti: il primo riguarda l’aspetto prettamente “fisico”.
Dalla coccinella alla scolta e dal lupetto al rover è innata la voglia e la necessità di stare insieme e quindi il vedersi, il giocare o semplicemente il soffermarsi a parlare dopo la Santa Messa fa già tanto. Il secondo riguarda l’aspetto prettamente “educativo”. Con il rispetto di tutte queste regole stiamo dando un esempio fortissimo di civismo che oggi manca nella società. Stiamo mettendo in pratica il metodo scout. Questo periodo ci ha messo e continua a metterci a dura prova, ma ha permesso di apprezzare ancora di più l’essere Scout, il nostro ESTOTE PARATI, il non dare tutto per scontato. È vero, tutto è cambiato ma noi dobbiamo essere positivi anche se oggi questo termine fa paura. Le difficoltà dei gruppi esistono anche per quanto riguarda gli impegni associativi. Programmi stravolti, riadattati, annullati, anticipati e posticipati. Insomma non ci stiamo facendo mancare nulla. Ma continuiamo a guardare avanti e già nel prossimo numero di CAMMINO ci sarà un articolo che si occuperà di due importanti futuri impegni: i campi di competenza e il campo scuola. I primi, che verranno svolti tra fine maggio e i primi di giugno, vedranno impegnati solo i Capi, un’occasione per continuare a formarci e specializzarci. Molte le adesioni ad oggi. I secondi, che verranno svolti a fine agosto, vedranno impegnati per la maggior parte rover e scolte e capi che ancora devono iniziare o completare il percorso formativo. Iniziate a chiedere maggiori informazioni ai vostri Capi Gruppo e ai vostri Capi Clan e Capo Fuoco, aspettiamo, anche qui, di ricevere tante adesioni. Abbiamo accolto con grande gioia la lettera apostolica di papa Francesco “Patris corde” che apre l’anno speciale dedicato a San Giuseppe. L’Associazione ha pensato bene di vivere quest’anno di Grazia in maniera comunitaria. Ogni Capo Gruppo ha ricevuto il “Kit di San Giuseppe” che racchiude una bella stampa del Santo (con l’augurio al più presto di appenderla con una bella cornice nelle proprie sedi), la lettera apostolica, una lettera di Padre Vincenzo, la preghiera del Sacro Manto e un planning di preghiera. Per un anno infatti, pregheremo insieme il Sacro Manto. Ogni settimana un Gruppo diverso avrà il compito di pregare questa potentissima preghiera per tutta l’Associazione. Per concludere voglio augurarvi i miei più sinceri auguri di buon Natale. Anche se mancheranno i grandi festeggiamenti tra parenti, questo non deve essere un Natale triste, ma di Speranza, da vivere come la famiglia di Nazareth ha insegnato. Quante difficoltà affrontarono Maria e Giuseppe eppure loro non si persero mai d’animo. Il Natale è dunque festa di gioia e anche se il virus, piccolissimo e impercettibile, sta segnando le nostre vite, e, senza scandalizzare nessuno, ad alcuni le segnerà per sempre, questo Natale deve essere davvero un Tempo di Grazia e di Rinascita. Accogliamo Gesù bambino nel nostro cuore e lui farà di noi Uomini Grandi, in grado di fare cose straordinarie. Auguro a tutti voi, alle vostre Comunità di Clan, di Fuoco e Capi e alle vostre famiglia un Natale Santo pieno di buoni e santi propositi.

 

Tony Seidita


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